PROVINCE E COMUNI. REGIONE ISTITUISCE GRUPPO DI LAVORO PER DISEGNARE UN NUOVO ASSETTO ISTITUZIONALE TERRITORIALE

PROVINCE E COMUNI. REGIONE ISTITUISCE GRUPPO DI LAVORO PER DISEGNARE UN NUOVO ASSETTO ISTITUZIONALE TERRITORIALE

Venezia, 28 febbraio 2012
A deciderlo è stata la Conferenza Permanente delle Autonomie Locali, riunitasi a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, presieduta dall’assessore agli Enti locali Roberto Ciambetti.
Come è noto, la recente Legge 214 del 2011 prevede modifiche rilevanti all’assetto delle Province e una redistribuzione delle loro competenze tra le Regioni e i Comuni.
A questa si aggiungono altre norme statali dello scorso anno che impongono l’obbligo dell’esercizio associato delle funzioni fondamentali per i Comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti, mentre per i Comuni fino a 1.000 abitanti l’obbligo riguarda tutte le funzioni, attraverso convenzioni e Unioni dei Comuni stessi.
“C’è tanta carne al fuoco – spiega l’assessore Ciambetti – e noi dobbiamo cercare di operare sin dall’inizio in questa non facile operazione di riassetto istituzionale con organicità, equilibrio e con una visione complessiva sia delle norme sia delle esigenze che esprimono i territori. Con questa logica, facendo tesoro anche dei suggerimenti pervenuti dai rappresentanti degli Enti locali, abbiamo creato il Gruppo di Lavoro che avrà il compito di seguire l’evoluzione normativa, di monitorare la situazione attuale delle competenze delle Province e delle risorse impiegate per lo svolgimento delle stesse, con l’obiettivo finale di proporre delle soluzioni tecniche che portino ad un ridisegno del sistema delle Autonomie locali nella nostra Regione”.
Il Gruppo di Lavoro è presieduto dall’assessore Ciambetti ed è composto dai presidenti delle Province venete, da un rappresentante dell’Anci Veneto (associazione dei Comuni), dal sindaco del Comune di Venezia, interessato alla creazione della Città Metropolitana e da un rappresentante dell’Uncem (Comunità Montane).
“Non vogliamo farci cogliere impreparati da queste innovazioni legislative – ha concluso Ciambetti – che di fatto determinano una rivoluzione degli assetti istituzionali e territoriali e che avranno una notevole incidenza sulle comunità e sui singoli cittadini, che dovranno rapportarsi presto con un’organizzazione amministrativa pubblica diversa da quella attuale. Sottolineo che, nel rispetto del ruolo di raccordo e di concertazione che la Regione è chiamata a svolgere nei confronti delle Autonomie, il percorso che oggi iniziamo è stato condiviso dai diversi livelli di governo locale interessati da questo riassetto generale, da attuarsi in una logica di confronto e proposta”.

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