CORTINA: INDIVIDUATI RESPONSABILI FURTI DI LUGLIO, COPPIA DI GIOSTRAI ROMAGNOLI PLURIPREGIUDICATI.

Alle ore 10:00 del 07/07/2017, una di Cortina d’Ampezzo, aveva denunciato il furto della propria collana in oro ( valore di circa 1000,00 euro), avvenuto verso le ore 19:00 del giorno prima indicando come autrice del furto una donna italiana, di circa 50/60 anni, di bassa statura, capelli scuri, abbronzata, che nella circostanza l’aveva avvicinata nei pressi del portone della sua abitazione in centro riferendole di essere in procinto di aprire un’ erboristeria, proponendole di provare alcuni prodotti, per poi, senza alcuna esitazione, con un barattolo fornito di dosatore, cominciare a spruzzarle sulle mani, sulle braccia e sul collo, una crema che provvedeva poi a spalmare.
Dopo aver rifiutato l’offerta di acquisto, le consentiva di lasciare sull’uscio alcuni dépliant, per poi entrare in casa.
Solo successivamente si accorgeva della mancanza della collana in oro che portava al collo, provvedendo quindi a formalizzare denuncia di furto.
Intanto verso le ore 14:00 dello stesso giorno la Polizia interveniva in un Hotel di Cortina d’Ampezzo, in quanto la titolare informava di un tentativo di furto avvenuto ai danni di una loro anziana cliente, e che il fatto era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’albergo.

Sul posto gli operanti sentivano la parte lesa la quale riferiva che verso le ore 19:20 del 06/07/2017 ( stesso giorno del furto di gioielli patito in questo centro ai danni di un anziana signora), nel mentre era seduta su una panchina posta fuori dall’entrata dell’albergo, veniva avvicinata da una donna italiana che con la scusa di essere in procinto di aprire una erboristeria a Cortina, le faceva provare una crema che le spruzzava da un barattolo fornito di dispenser lungo il suo braccio sinistro.

La donna le spruzzava la crema anche sull’orologio in oro che aveva al polso, per poi cominciare a spalmargliela su tutto il braccio.
In particolare giunta all’altezza dell’orologio tentava di slacciare il cinturino, ma non riuscendoci chiedeva a lei di aiutarla a toglierlo.
Tale atteggiamento faceva insospettire la signora che, a tal punto, con fare risoluto invitava la donna ad allontanarsi.

Giova precisare che la descrizione della rea che l’anziana signora faceva agli operanti, corrispondeva precisamente a quella fornita dalla signora vittima del furto della collana.

Dall’immediata visione delle immagini della telecamera della struttura ricettiva di Cortina d’Ampezzo ( di ottima qualità), che avevano ripreso il tentativo di furto, si evincevano chiaramente i tratti somatici della donna responsabile del reato, peraltro corrispondenti anche a quelli forniti dall’anziana signora a cui era stata rubata la collana.

Sempre la visione delle immagini permetteva anche di risalire all’autovettura con cui la donna giungeva presso l’ Hotel, una Mercedes coupé, modello CLA di colore bianco e tettuccio nero, con targa Croata, dalla quale scendeva dal lato passeggero la rea che, immediatamente, si dirigeva verso la panchina dove era seduta la signora.
L’auto era guidata da una seconda persona che, dopo aver fatto scendere la donna , si allontanava di qualche decina di metri dall’entrata dell’albergo, posizionandosi dall’altro lato della strada in chiara attesa del ritorno della stessa.

Infatti, dopo aver tentato il furto, la rea si allontana dalla parte lesa e, attraversando la strada, saliva nuovamente sull’auto anzidetta .
Tenendo i considerazione il modello dell’auto e gli orari dei fatti, grazie al sistema di monitoraggio targhe installato in questo centro, la Questura procedeva ad un accurato controllo delle autovetture transitate a Cortina d’Ampezzo, accertando compiutamente la targa.

Il sopraluogo eseguito nei pressi dell’indirizzo dove era stato perpetrato il primo furto permetteva di accertare, anche grazie a delle telecamere di un negozio, che vi era un passaggio sul marciapiede antistante, in direzione proprio dell’abitazione della parte lesa, di una donna che corrispondeva perfettamente alle fattezze di quella responsabile del tentato furto presso Hotel.
Dopo pochi minuti, si notava la stessa donna ritornare di corsa indietro, preceduta, sempre di corsa da un uomo che, come in seguito si evidenzierà, risulterà il suo complice.

Sempre attraverso la visione delle telecamere, si aveva modo di accertare il giungere nei pressi dell’indirizzo ove veniva poi commesso il furto, a non più di 40 metri di distanza, della stessa autovettura Mercedes coupé di colore bianco e tettuccio nero, utilizzata per il tentato furto ai danni della ospite della struttura ricettiva.

L’attenta visione delle immagini permetteva di individuare con certezza il complice della nostra rea.
Infatti, dopo aver notato il parcheggio dell’ auto e il passaggio sul marciapiede posto al di là del negozio della donna che poi commetteva il furto, si vedeva transitare, proprio dinnanzi alle vetrine del negozio ed in direzione del luogo del furto, un uomo di bassa statura, di circa 60 anni, corporatura robusta, capelli scuri, indossante occhiali, maglia scura, pantaloni corti chiari e infradito ai piedi.
A seguito di molteplici accertamenti sull’autovettura presa in esame e utilizzando l’archivio dei fotosegnalamenti di Polizia Scientifica, si riusciva a dare un identità ai due rei, riconducendoli a due giostrai romagnoli pluripregiudicati che avevano tratti somatici e caratteristiche fisiche identiche alla persone riprese dalle telecamere di sorveglianza; questi venivano poi riconosciuti entrambi dalla parti lese.

Nel mentre venivano svolte le indagini riguardanti i due reati, la Stazione Carabinieri di Cortina d’Ampezzo, informava la Questura che durante la mattinata del 07/07/2017 ( giorno successivo ai nostri fatti), erano intervenuti, sempre a Cortina d’Ampezzo, per un furto ai danni di una persona anziana con lo stesso modus operandi.
I successivi accertamenti appuravano che si trattava della stessa coppia.
Le indagini espletate hanno portato indubbiamente ad identificare gli autori dei furti, portando alla luce il loro spessore criminale e l’indole a commettere reati predatori.
Dopo aver richiesto all’ A.G. di valutare l’opportunità di emettere una misura cautelare personale, gli stessi, in seguito al loro rintraccio avvenuto nella riviera romagnola, venivano sottoposti ad obbligo di dimora nel Comune residenza con il divieto di uscire dalla propria abitazione dalle ore 20.30 alle ore 06.30, in attesa del processo.

 

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