Le notizie dal Nepal: “abbiamo visto la morte in faccia”

NEPALDal profilo facebook dell’alpinista Marco Sala: “A Lukla è tutto bloccato e piove, quassù nevica, a KTM è tutto distrutto, nel Khumbu Lodge crollati, non c’è acqua, pericolo colera, non sappiamo cosa fare!” –

Nel primo pomeriggio mancava ancora l’ufficialità della Farnesina ma ora non ci sono più dubbi.
I due italiani ritrovati privi di vita in Nepal sono i trentini Renzo Benedetti di Segonzano, notissimo alpinista e Marco Pojer, cuoco di Grumes e grande appassionato di montagna.
La notizia della morte di Benedetti è arrivata anche a Cortina d’Ampezzp, dove l’alpinista era conosciuto e apprezzato per la lunga amicizia che lo legava agli Scoiattoli. Nel 2004 Benedetti era stato uno dei protagonisti della scalata al K2 nel cinquantenatio dell’impresa portata a termine da Lino Lacedelli e Achille Compagnoni il 31 luglio del 1954.
Ed è morto anche un terzo trentino, Oskar Piazza, uno dei quattro speleologi italiani di cui non si avevano più notizie. La conferma è arrivata dalla compagna, Luisa Zappini, responsabile della centrale unica di emergenza in Trentino. «Vado a prendermelo – ha detto – sembra impossibile a tutti». Piazza è stato trovato senza vita all’interno di una casa, distrutta da una frana.
E’ invece salvo per miracolo l’alpinista cadorino Marco Sala che dopo il terremoto di sabato, ha schivato una valanga. Con i suoi compagni di spedizione si trova alle pendici dell’Everest, l’unico modo che ha per raggiungere Kathmandu è volare con i piper, ma i trasferimenti – anche a causa del maltempo – procedono a singhiozzo. I pochi frammenti di racconto comunicati via Twitter sono drammatici: scosse continue e l’impressione – sempre più una certezza – che tutt’attorno via sia un enorme cimitero bianco.
Sono già a Kathmandu, invece, ma non riescono ancora a partire altri due cadorini: Vincenzo Gaspari di Cortina e Roberto Paracone di Domegge, che hanno fatto due settimane di trekking lungo il percorso di avvicinamento all’Everest, proprio in compagnia di Sala e gli altri.
Stanno bene anche Guido Salton, gestore del rifugio Biella, e la moglie Laura Constantini, i due si trovano nella valle del Kumbu. Hanno comunicato ai famigliari di essere sani e salvi.
In una situazione tanto straordinaria e drammatica tanto basta per tirare un sospiro di sollievo.

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