I militari della Stazione Carabinieri di Auronzo di Cadore nella notte tra Sabato e Domenica dello scorso fine settimana, nel corso di un’attività di controllo dei pubblici esercizi, hanno sorpreso 5 giocatori d’azzardo all’interno di un bar di Auronzo. I 5 giocatori, tutti del posto, che al momento del controllo erano nel pieno di un partita di “Poker texas hold’em”, gioco ormai molto in voga anche nel nostro paese, sono uomini di’età compresa tra i 31 e i 58 anni e sono stati denunciati e piede libero per partecipazione a giuoco d’azzardo, reato previsto dall’articolo 720 del Codice Penale e che prevede l’arresto fino a sei mesi o un’ammenda fino a 516,00 Euro. Ben diversa è invece la posizione del titolare del medesimo bar, il quale risponderà del reato contemplato all’articolo 318 del Codice Penale per aver consentito ed agevolato il giuoco d’azzardo con l’aggravante specifica di averlo fatto all’interno di un pubblico esercizio. Anche la giovane barista risponderà del medesimo reato per aver agevolato tale attività che, se non svolta all’interno di sale da giuoco autorizzate, costituisce reato sia per chi ne prende parte che per chi le organizza o agevola in qualsiasi modo. A ben poco serve l’escamotage di prevedere piuttosto che premi in denaro, la vincita di consumazioni o di qualsiasi altro bene poiché la legge vieta espressamente lo svolgimento di tali attività al di fuori dei luoghi autorizzati. Per aversi giuoco d’azzardo vi deve essere il “fine di lucro” ovvero il giuoco dev’essere esercitato per conseguire vantaggi economicamente valutabili, quindi sia denaro che qualsiasi altro bene.