L’influenza stagionale in Veneto si avvia alla conclusione, nonostante, nell’ultima settimana di aprile monitorata dal Settore Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica della Regione, si sia registrata un’incidenza di 6,3 malati per 10 mila abitanti, pari a circa 3.100 persone ancora colpite dal virus.
Lo si rileva dal Rapporto del Sistema di Sorveglianza sulla stagione influenzale 2014-2015 della Regione del Veneto, diffuso nelle ultime ore.
Dall’inizio della sorveglianza (13 ottobre 2014) sono stati registrati 40 decessi (il numero più alto degli ultimi 10 anni), 185 casi di forme complicate (l’83,7% in soggetti con patologie pregresse), dei quali 110 gravissimi (104 ricoverati in terapia intensiva e 11 sottoposti all’ossigenazione extracorporea del sangue con la tecnologia Ecmo). L’età media dei deceduti è stata di 64 anni, con un decesso di un bimbo tra zero e 4 anni.
Le due Ulss bellunesi non hanno fatto eccezioni, con le pneumologie e i pronto soccorso presi d’assalto. Non sono mancati decessi e complicazioni: su tutte, l’aumento sensibile delle polmoniti.
A pesare a Belluno come altrove il calo delle vaccinazioni: a poco sono serviti gli appelli lanciati anche dalle due ulss, disertati pure da buona parte del personale interno.