Il rogo si è riattivato nell’area già colpita la scorsa estate. I Servizi Forestali regionali : «Servono alcuni giorni di pioggia continua per spegnerlo definitivamente».

Le fiamme si sono riattivate nella stessa area interessata dal rogo della scorsa estate. Due Canadair sono entrati in azione dopo le difficoltà incontrate dagli elicotteri a causa del fumo.

L’incendio boschivo ad Auronzo di Cadore si è riattivato nella stessa zona già interessata dal rogo della scorsa estate. A spiegare le ragioni della ripresa sono i Servizi Forestali Regionali, che sottolineano come questi incendi possano continuare a covare sotto la superficie, propagandosi attraverso radici e ceppi anche quando le fiamme non sono più visibili.
In un terreno particolarmente ripido e impervio, è sufficiente che un ceppo o un frammento di legno si sposti, rotoli o venga nuovamente a contatto con l’aria perché la combustione riprenda, riaccendendo il focolaio. Un fenomeno difficile da individuare e contrastare proprio perché il fuoco può continuare a svilupparsi sotto terra, lontano dalla vista.

La zona era già stata monitorata per circa quindici giorni attraverso l’impiego dei droni, ma questo non è bastato a impedire la nuova riattivazione. Le caratteristiche del terreno, con una forte pendenza, rendono inoltre particolarmente complicate le operazioni di spegnimento: l’acqua tende a scorrere rapidamente lungo il versante, senza riuscire a penetrare in profondità e raggiungere tutti i punti in cui il fuoco continua a covare.
Per arrivare a uno spegnimento definitivo sarebbero necessarie due o tre giornate di pioggia continua. Gli interventi effettuati in questa fase, pur essendo importanti per contenere il rogo, rischiano infatti di non essere risolutivi proprio a causa della presenza di focolai sotterranei.

Sul fronte operativo, inizialmente erano intervenuti gli elicotteri, ma la presenza di una coltre di fumo particolarmente densa ha reso difficoltoso il loro lavoro. Sono quindi entrati in azione due Canadair, mentre le operazioni di spegnimento proseguiranno per cercare di contenere l’incendio e impedire ulteriori riprese.

Resta dunque fondamentale l’arrivo della pioggia, attesa come l’elemento che potrebbe finalmente contribuire a spegnere il fuoco anche in profondità.
Infine, i Servizi forestali regionali chiariscono un aspetto importante rispetto alle voci circolate in paese su una possibile origine dolosa dell’incendio. L’ipotesi non trova riscontro nelle informazioni raccolte: la zona è talmente impervia da rendere estremamente difficile l’accesso a piedi. Una circostanza che, secondo quanto riferito dai tecnici, non supporta le indiscrezioni circolate sulla possibile natura dolosa del rogo.