Venerdì 5 giugno l’Arma dei Carabinieri festeggia i suoi primi 212 anni di attività; per l’occasione, a Belluno si presentano i dati di un anno di lavoro, che sta vedendo un calo nel numero dei reati e una forte attività di prevenzione e sensibilizzazione, soprattutto sul fronte delle truffe e del disagio giovanile.

Servizio di Daniele Dalvit
Più di 1400 reati perseguiti nei primi sei mesi di quest’anno, contro i quasi 1600 dello stesso periodo 2025; oltre 26.700 chiamate al 112 contro le nemmeno 25mila dell’anno precedente; quasi 8 reati su 10 compiuti nel Bellunese vedono impegnata l’Arma dei Carabinieri che venerdì 5 giugno festeggia i 212 anni della sua fondazione al 14° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Belluno, in zona aeroporto.
L’occasione è buona per raccontare un anno di lavoro delle donne e degli uomini dell’Arma; un anno che, anche se quest’anno vede un calo nel numero dei reati del 8,5% dopo il + 2,9% del 2025 rispetto al 2024, come sottolinea il colonnello Carmelo Rustico, comandante provinciale dei Carabinieri di Belluno
LA STORIA
I Carabinieri Reali vennero istituiti nel 1814 a Torino, quale Corpo di militari scelti per “buona condotta e saviezza”, con il compito di difendere lo Stato e vigilare sulla pubblica e privata sicurezza. Oggi come allora, dall’Unità d’Italia nel 1861, quando il Corpo divenne la “prima Arma” del Regio Esercito mantenendo la sua doppia funzione civile e militare, fino all’elevazione a Forza Armata autonoma nel 2000, la storia della Benemerita si è intrecciata indissolubilmente con quella del Paese.
L’Arma si distingue per un modello organizzativo fondato sulla prossimità al cittadino, trovando la sua più autentica espressione nelle Stazioni Carabinieri, capillarmente diffuse anche nelle realtà locali più piccole, che non sono soltanto semplici articolazioni operative, ma avamposti di prossimità, luoghi di ascolto, di inclusione e di rassicurazione sociale.
Il Dispositivo dell’Arma territoriale della provincia prevede 24 Stazioni, che formano 3 Compagnie (Belluno, Cortina e Feltre), sotto la cui egida operano altrettanti Nuclei Operativi e Radiomobili.
LA CERIMONIA
Lo schieramento sarà composto, oltre che da una rappresentanza di mezzi in dotazione all’Arma, da una Compagnia in armi formata da tre plotoni: uno in Grande Uniforme Speciale, uno composto dai Comandanti delle Stazioni Carabinieri della Provincia, uno composto dai Carabinieri Forestali.
I reparti schierati, alla presenza delle massime Autorità civili e militari, di vari ospiti e di giovanissime scolaresche, renderanno gli onori al Tricolore e ai Gonfaloni decorati dei Comuni della Provincia di Belluno.
Momento fondamentale della manifestazione sarà quello della consegna di riconoscimenti dei riconoscimenti ai militari che dalla Festa dell’Arma dello scorso anno a oggi, si sono particolarmente distinti in servizio. Ciascun riconoscimento riguarda un diverso aspetto dell’attività d’istituto dell’Arma: dai tentativi di infiltrazione della criminalità con metodi mafiosi, al contrasto della criminalità comune, alla prossimità ai cittadini in generale, alla tutela delle fasce deboli, al soccorso e salvataggio di persone in situazioni di pericolo.
ATTIVITÀ PREVENTIVA
L’intensa attività operativa sviluppata dall’Arma dei Carabinieri nella provincia di Belluno traccia il bilancio di un impegno in costante crescita a tutela della sicurezza pubblica.
Sul fronte della prevenzione, i servizi di controllo del territorio sono passati dai 28.600 del 2024 ai 29.700 del 2025. Un trend in crescita che si conferma anche nei mesi trascorsi del 2026, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente e che è coerente con l’aumento del numero di persone controllate e identificate dalle pattuglie.
ATTIVITÀ DI CONTRASTO
Sul piano del contrasto alla criminalità, l’Arma si conferma il pilastro fondamentale della legalità locale, arrivando a perseguire ben il 78% di tutti i reati verificatisi nell’intera provincia, che hanno registrato un lieve incremento nel 2025 rispetto al 2024, con una positiva inversione di tendenza nel corrente anno. Nel lungo periodo si tratta, comunque, di un andamento pressoché costante, così come è costante l’impegno dell’Arma che ne deriva.
A fronte di reati leggermente in calo sono invece aumentate le chiamate al “112”, segno che la popolazione si rivolge a questo numero di emergenza (che presto diverrà un numero unico interforze),
anche per episodi e situazioni che esulano dalla commissione di reati, trovando comunque solidarietà e disponibilità all’ascolto.
Decisa la risposta operativa che ha portato a 68 arresti (nessuno dei quali ha coinvolto minori, a differenza dei 5 eseguiti del 2025) e al deferimento in stato di libertà di 502 persone, di cui 15 minori.
Particolare attenzione è stata riservata ai reati di genere e all’attivazione delle tutele per le fasce più deboli: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati infatti già attivati 20 Codici Rosso.
SICUREZZA STRADALE
L’impegno dell’Arma trova riscontro anche sul piano della sicurezza stradale, avendo rilevato circa il 60 % degli incidenti verificatisi nella provincia, nonché implementato una significativa attività di prevenzione e contrasto delle condotte di guida più pericolose.
DISAGIO GIOVANILE E DIVULGAZIONE DELLA CULTURA DELLA LEGALITÀ
Anche su questo fronte, cioè quello della divulgazione informativa a scopo preventivo, l’Arma ha rinnova il proprio impegno proseguendo senza sosta i cicli di conferenze e le campagne di sensibilizzazione in favore della popolazione.
Quest’anno sono stati svolti numerosi incontri, anche insieme ad altre Istituzioni, alle Amministrazioni comunali e ai vari attori della rete, concernenti temi sensibili quali quello della violenza di genere e domestica, ovvero finalizzati a diramare consigli utili per difendersi dai furti e dalle truffe.
E poi è proseguito il progetto “Contributi alla formazione della cultura della legalità”, avviato autonomamente dal Comando Generale sin dagli anni novanta e ora portato avanti sulla scorta di protocolli d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, nell’ambito del quale i Comandanti di Compagnia e di Stazione hanno svolto oltre 80 incontri con oltre 3.300 studenti di ogni età , nelle aule delle scuole o aprendo le porte delle caserme alle scolaresche, per avvicinare i più giovani alle Istituzioni e accrescerne la sensibilità verso il rispetto delle regole, del prossimo, della diversità, dell’ambiente e dei principi fondanti la società civile, diffondendo al tempo stesso utili consigli per non cadere nelle trappole delle organizzazioni criminali, nelle dinamiche del “branco” e dei bulli, nell’inganno delle droghe e nelle insidie del web.