Il servizio di Marco Dibona con le voci dell’assessore regionale Dario Bond, di Silvia Calligaro , V Commissione, del sindaco Gianluca Lorenzi del Commissario dellUls Dolomiti Giuseppe Dal Ben

A Cortina il bilancio dell’assistenza sanitario dei Giochi 2026
Si è tenuto oggi, presso l’Alexander Girardi Hall di Cortina d’Ampezzo, il convegno “Siamo stati
Olimpici! Il bilancio, le sfide e i successi dei Servizi Medici a Milano Cortina 2026″. L’evento ha
riunito le autorità del territorio, il Comitato Organizzatore e i professionisti che hanno operato in
prima linea, per tracciare il bilancio di una macchina organizzativa imponente, che ha superato lo
stress test a cinque cerchi, ricevendo il plauso ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale (CIO)
come ha evidenziato il Chief medical officer di Milano Cortina
Nei saluti istituzionali del sindaco di Cortina, del presidente della conferenza dei sindaci, del
presidente della Fondazione Cortina, del commissario per le paralimpiadi, del segretario del V
commissione e dell’assessore alla montagna della Regione del Veneto, è stato unanime il
riconoscimento del lavoro fatto e del lascito per il territorio.
I numeri. I dati presentati dal Commissario dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti fotografano lo sforzo
titanico del Servizio Sanitario Regionale del Veneto, che ha garantito un sistema a “doppio
binario”: cure di eccellenza per gli atleti senza alcuna riduzione dell’assistenza per i residenti.
Il team sanitario olimpico ha visto in campo oltre 1.100 professionisti e 900 volontari con oltre 62
mila ore di servizio complessive nel periodo olimpico e paralimpico. Gli accessi e gli interventi sono
stati complessivamente 1.080.
Policlinico olimpico e Ospedali: 223 accessi al Pronto Soccorso di Cortina e 16 a Belluno,
con 8 ricoveri a Belluno e 3 a Treviso.
Villaggio Olimpico: l’ambulatorio medico ha gestito 396 accessi, la Farmacia Olimpica 239
accessi, e l’ambulatorio odontoiatrico 81 accessi.
Soccorso sul campo (SUEM): 109 interventi complessivi sulle piste e nelle venue.
Particolare encomio è giunto dal CIO per la rapidità dei soccorsi durante le gare di discesa
libera definiti “in linea con i più alti standard”.
Salute pubblica Presa ad esempio dal CIO, ha seguito tutti gli aspetti di epidemiologia e
sroveglianza con bollettini quotidiani.
Dietro le quinte La logistica ha supportato questa imponente struttura con la cura
dell’ospitalità, l’acquisto dei mezzi e delle attrezzature oltre a seguire tutti gli aspetti di
sicurezza, informatica, le reti dati, interpretariato, pulizie, trasporti, accrediti etc. 8000 mq
sanificati , 9 mila pasti, oltre 200 pernottamenti al giorno alla Gregoriana e al Codivilla
alcuni dei numeri.
Presentati anche i progetti di prevenzione Not T to lose dell’università di Padova e del
geriatra a domicilio attivi durante le olimpiadi.
La “Legacy” Strutturale Come sottolineato durante i lavori, a cui hanno partecipato anche il
Regional Medical Manager e il Chief Medical Officer di Fondazione MICO, la vera vittoria dei Giochi
è l’eredità lasciata alla montagna veneta. L’ospedale Codivilla-Putti, trasformato in Policlinico
Olimpico restituisce oggi al territorio una struttura profondamente rinnovata riabilitativo.
L’investimento tecnologico di oltre un milione di euro cessa la sua funzione esclusiva per l’evento e
diventa patrimonio permanente per i cittadini.
Il Capitale Umano: un’eccellenza che fa rete Altrettanto preziosa è la Legacy Immateriale: oltre
500 professionisti, provenienti dalle diverse Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Veneto, hanno
lavorato fianco a fianco scambiandosi competenze cliniche, protocolli e buone pratiche.