Presentati oggi a Palazzo Piloni i progetti finanziati dal Fondo Comuni
Confinanti per il supporto alla residenzialità in provincia di Belluno. Audio


Sono sette le iniziative ai nastri di partenza che porteranno alla creazione di
oltre 50 nuovi alloggi.

Servizio di Barbara Paolazzi con interventi di Dario Bond presidente FCC, Roberto Padrin presidente Provincia di Belluno, Monica De Mattia assessore alle politiche sociali del Comune di Cortina, Roberto Chissalè sindaco di Agordo, Danilo De Toni vice presidente Comunità Montana Agordina e Carlo Zanella sindaco di Cesiomaggiore.

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Sono stati presentati questa mattina presso la sede della Provincia di Belluno i sette
progetti di supporto alla residenzialità approvati nell’ultima seduta dal Comitato di
gestione del Fondo Comuni Confinanti.
All’incontro hanno preso parte l’onorevole Dario Bond, presidente del Fondo
Comuni Confinanti, il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin e i
rappresentanti dei comuni coinvolti.


L’operazione, dal valore complessivo di circa 10,5 milioni di euro – di cui oltre 8
milioni provenienti dal contributo del Fondo – interessa i comuni di Feltre, Lamon,
Santo Stefano di Cadore (in questi tre casi su immobili di proprietà della Provincia di
Belluno, che sarà anche soggetto attuatore), Agordo, Cortina d’Ampezzo, Lozzo di
Cadore e Cesiomaggiore.
Grazie a queste iniziative saranno realizzati complessivamente tra i 50 e i 60 nuovi
alloggi (la definizione precisa si avrà con i progetti esecutivi), di varia tipologia e in
contesti diversi, ma con l’unico obiettivo di sostenere la residenzialità e rispondere ai
bisogni abitativi delle comunità locali.
“Questa operazione conferma la vocazione del Fondo a dare risposte concrete ai
bisogni delle comunità, ma è solo un punto di partenza; nella prossima
programmazione, sottolinea il presidente del Comitato di Gestione del Fondo Bond,
dedicheremo grandissima attenzione e risorse proprio alle politiche di supporto
abitativo, prendendo ad esempio quanto avviene nelle province di Trento e Bolzano.
Vogliamo garantire residenzialità a chi già vive in provincia di Belluno, ma anche
sostenere i lavoratori che arrivano da fuori, spesso per servizi essenziali come la
sanità, il trasporto, l’assistenza agli anziani e l’istruzione. Spopolamento e carenza di
servizi sono due facce di un medesimo, drammatico, problema, soprattutto nelle
nostre “terre alte”; l’iniziativa che abbiamo adottato con questo piano di supporto alla
residenzialità non è certo una risposta esaustiva, ma un passo significativo che va nella direzione di misure concrete”, conclude il presidente Bond.
“Si tratta di una delle operazioni di maggior significato sul piano economico, e non
solo, realizzate grazie al Fondo Comuni Confinanti”, aggiunge il presidente della
Provincia di Belluno, Roberto Padrin. “È un intervento che guarda non soltanto ai
residenti, ma anche ai lavoratori che giungono da fuori e che spesso svolgono ruoli
fondamentali per la vita dei nostri territori. L’iniziativa ha poi un significato
particolare in relazione ai nostri giovani: garantire alloggi significa rendere più
attrattiva la montagna e offrire concrete prospettive a chi vuole costruire qui il
proprio futuro.”, le parole di Padrin.

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