Frana di Borca di Cadore: sversamento idrocarburi nel lago di Valle di Cadore. Audio

In seguito alla colata detritica verificatasi nella serata di ieri, si è registrato lo scalzamento di una cisterna interrata, con conseguente scivolamento verso valle. Tale evento ha comportato la fuoriuscita di gasolio, che ha interessato il torrente Boite. Sul posto sono intervenuti immediatamente Vigili del Fuoco, volontari della protezione civile e ARPAV per il posizionamento delle panne assorbenti.

“Gli idrocarburi sono stati bloccati in parte alla diga di Vodo di Cadore e in parte alla diga di Valle che ha le paratoie chiuse e scarica di fondo – dice l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin – Sta arrivando sul posto una ditta per aspirare la nafta in superficie e portarla in impianto di smaltimento. Possiamo dire che la questione è in fase di soluzione e quindi ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, Protezione civile, Vigili del fuoco e Arpav in particolare.

Queste le parole del sindaco di Valle Marianna Hofer

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Nel pomeriggio si è svolto l’annunciato incontro in prefettura a Belluno in ordine allo sversamento di idrocarburi rilevato stamane a Cancia.
Enel sta operando tramite la ditta incaricata per prelevare la parte oleosa in superficie nel lago di Valle di Cadore.
Nel mentre i tecnici hanno individuato la cisterna di circa 15 MC da cui è partito lo sversamento; la ditta incaricata dalla Provincia tra stasera e domani provvederà allo svuotamento, mentre l’area circostante è stata compartimentata per limitare il diffondersi della sostanza.
Cons. delegato Bortoluzzi: “Un ringraziamento particolare va alla Prefettura, a ENEL, ad ARPAV e alla Regione del Veneto, alla Protezione Civile dell’Antelao, nonché ai Settori ecologia e ambiente e difesa del suolo della Provincia e ai Vigili del Fuoco che si sono attivati prontamente. Questi ultimi hanno provveduto anche a collocare alcune paratie a Davestra per bloccare l’eventuale passaggio di idrocarburi.
Nelle prossime ore il Settore Caccia e Pesca della Provincia emetterà anche un provvedimento con cui il pesce pescato nei bacini interessati non potrà essere utilizzato in via precauzionale per scopi alimentari e dovrà essere comunque rilasciato (come peraltro avviene già nella maggior parte dei casi); in questo modo ci potremo avvalere dei pescatori per un controllo diretto e un monitoraggio dei bacini”.
Domani a Cancia 20 volontari di PC saranno ancora al lavoro per rimuovere residui di materiale presenti nel centro abitato di Cancia. Il fenomeno di ieri sera, conclude Bortoluzzi, ha smosso comunque una massa significativa di detriti, stimata in circa 5 Mila MC, con molta acqua, in parte fermati sulla Sabo Dam e in parte ricevuti dalle vasche di contenimento”.

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