La sanità di montagna al centro del dibattito e convegno “Salute oltre la città” a Belluno. Audio

200 professionisti impegnati nelle 20 progettualità per innovare la sanità in montagna: questa è l’eredità del ciclo di convegni voluti dell’Ulss Dolomiti “Salute oltre la città”.

Dal giornale radio Punto 103


Oggi, al teatro comunale di Belluno, è andato in scena l’ultimo atto che ha tirato la
fila del percorso davanti a una platea gremiti di professionisti, Amministratori,
rappresentanti del Volontariato e del Terzo settore. In apertura c’è stato un omaggio
alla città di Belluno e a Buzzati con la lettura del noto passo dell’autore dedicato allo
Schiara.
Dopo i saluti istituzionali portati dal sindaco di Belluno, dal prefetto, dal vice
questore (il signor questore si è aggiunto nel pomeriggio) e dal presidente regionale
del Soccorso Alpino, che hanno sottolineato il valore della condivisione dei percorsi
effettuati in questo anno, il commissario Giuseppe Dal Ben ha dato avvio ai lavori.


La prima sessione: “Gestire la complessità dell’organizzazione sanitaria e garantire la salute in montagna”
ha analizzato le sfide sistemiche e il quadro normativo-regolatorio per l’erogazione di servizi sanitari nelle
regioni montane, con interventi di esperti. Il focus è stato posto su:
• Analisi dei modelli organizzativi sanitari in relazione alle specificità oro-grafiche e demografiche del
territorio dolomitico.
• Esame del quadro normativo regionale e delle politiche sanitarie per le aree interne, con particolare
riferimento al Piano Socio-Sanitario Regionale del Veneto.
• Valutazione dell’impatto dei determinanti sociali della salute nelle comunità montane e delle
strategie per mitigare le disuguaglianze sanitarie.
In particolare, sono intervenuti il professor Mario Del Vecchio, dell’Università Bocconi che ha
sottolineato come l’ulss Dolomiti sia un “front runner” sulle tematiche dell’innovazione nella sanità di
montagna; Romina Cazzaro, della Regione Veneto che ha posto l’attenzione sulla opportunità delle
reti e della telemedicina e Maurizio Gasparin direttore della programmazione della Regione Veneto
che ha posto l’attenzione sulla legacy della Olimpiadi per la montagna veneta.
La seconda sessione: “Soluzioni innovative per la sanità di montagna: dal pensare al fare” ha costituito il
nucleo centrale del convegno, presentando esempi concreti di soluzioni innovative implementate nel
territorio dell’ULSS 1 Dolomiti. Le iniziative presentate hanno coperto un ampio spettro di ambiti
assistenziali, fra i quali:
 piattaforme di telemedicina per consulti specialistici a distanza;
 programmi di prevenzione mirati alle patologie più diffuse nel territorio;

 servizi di assistenza domiciliare integrata con monitoraggio remoto per pazienti cronici;
 la “Rete dei rifugi sani e sicuri” che integra i rifugi alpini nel sistema di emergenza-urgenza;
 un percorso completo per prevenzione e gestione del melanoma;
 ottimizzazione della rete per la gestione dell’ictus;
 sistemi di telemonitoraggio per neonati critici durante il parto;
 servizi di telemedicina nelle case di riposo per ridurre i trasferimenti ospedalieri inappropriati;
 evoluzione delle farmacie verso il modello di “farmacia dei servizi” con prestazioni di telemedicina e
supporto ai pazienti cronici;
 valorizzazione dell’infermiere territoriale come figura centrale nell’assistenza di comunità.
Il convegno ha sottolineato l’importanza di un approccio partecipativo nella costruzione dei percorsi di
salute, con il coinvolgimento di oltre 200 professionisti della sanità, rappresentanti delle comunità locali e
associazioni di volontariato. Questo metodo considera sia aspetti sanitari che determinanti non sanitari,
come fattori genetici, comportamenti individuali e condizioni socio-economiche e ambientali.
Durante la tavola rotonda “Squadra che vince: istituzioni e volontariato in dialogo” sono stati esplorati
temi chiave, tra cui:
 Il ruolo attivo delle comunità locali nei percorsi di salute.
 Partnership pubblico-privato sociale per i servizi sanitari nelle aree montane.
 Valorizzazione del volontariato sanitario, con attenzione a formazione e integrazione nei sistemi
assistenziali.
 Co-progettazione e co-gestione di servizi sanitari territoriali con il coinvolgimento delle comunità e
delle associazioni.
La sessione “Verso i 5 cerchi” ha analizzato il modello organizzativo per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
Questo rappresenta una sfida organizzativa per il sistema sanitario locale ma anche un’opportunità
strategica per:
 Migliorare infrastrutture sanitarie e lasciare benefici durevoli.
 Sviluppare competenze per grandi eventi e emergenze in contesti montani.
 Implementare soluzioni innovative con un focus sul concetto di “legacy”, cioè l’eredità positiva per
il territorio in termini di infrastrutture, tecnologie, competenze e modelli organizzativi.
CONCLUSIONI E PROSPETTIVE FUTURE
La serie di convegni “Salute oltre la città” rappresenta un’evoluzione significativa, passando dal discutere
problemi e soluzioni potenziali alla presentazione di iniziative concrete con risultati tangibili. Il convegno di
Belluno, ha mostrato esempi innovativi di modelli assistenziali per comunità montane, affrontando le sfide
legate alla complessità geografica e demografica con un approccio sistemico, partecipativo e basato
sull’evidenza.
Queste iniziative si sono dimostrate strumenti efficaci per migliorare l’assistenza sanitaria e la qualità della
vita nelle aree montane, sottolineando l’importanza di ascoltare le esigenze del territorio e collaborare tra
tutti gli attori coinvolti.
Come affermato da Giuseppe Dal Ben, Direttore Generale dell’ULSS 1 Dolomiti: “Questo convegno
rappresenta un momento fondamentale per l’ULSS 1 Dolomiti. È la dimostrazione concreta di come l’ascolto
delle esigenze del territorio e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti possano portare a soluzioni
innovative ed efficaci per garantire il diritto alla salute anche nelle aree più difficili da raggiungere. Le
iniziative che presenteremo sono il frutto di un percorso partecipato e riflettono il nostro impegno costante
nel migliorare la qualità della vita delle nostre comunità montane.”

L’esperienza potrebbe diventare un modello replicabile in altre zone rurali o montane, favorendo
l’uguaglianza sanitaria e migliorando la qualità dell’assistenza.

Inoltre, l’approccio metodologico impiegato nei convegni potrebbe essere applicato a varie problematiche
sanitarie, offrendo un modello strutturato per analizzare, elaborare, implementare e valutare soluzioni
innovative. Complessivamente, “Salute oltre la città” riflette una visione olistica e innovativa della salute e
del benessere nelle comunità.

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