Oderzo – Val di Zoldo e il tappone dolomitico Longarone-Tre Cime di Lavaredo assicurano lo spettacolo al Giro d’Italia 2023. Padrin: «Valore sportivo e promozionale enorme. Attiveremo un gruppo di lavoro»

La montagna bellunese sarà protagonista al Giro d’Italia 2023. La corsa rosa infatti passerà un giorno e mezzo in provincia di Belluno, con una partenza e ben due arrivi di tappa. E le salite epiche delle Dolomiti potranno decidere la gara. L’ufficialità dei tracciati è stata confermata oggi, nella presentazione del Giro 2023 al Teatro Giorgio Gaber di Milano, in un evento organizzato da Rcs.
«Avremo due giorni interi di promozione planetaria: il nostro territorio non solo sarà al centro dell’attenzione sportiva, con una copertura mediatica eccezionale. Ma presenterà due tappe che da sole potrebbero decidere le sorti del Giro» commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Si conferma il legame indissolubile, fatto di fascino e sport, tra la corsa rosa e le montagne rosa, che da sempre è tra le grandi bellezze del nostro Paese».
La corsa entrerà in provincia di Belluno giovedì 25 maggio con la Oderzo-Val di Zoldo: 160 km e l’arrivo in salita a Palafavera, già conclusione di tappa nel 2005. Il giorno dopo (venerdì 26 maggio) sarà la volta del classico tappone dolomitico. La frazione Longarone-Tre Cime di Lavaredo (182 km) proporrà nell’ordine: Campolongo, Valparola, Giau, Falzarego e Tre Croci prima dell’ultima salita, poco meno di 8 chilometri con pendenza media al 7,6% e punte massime al 18%.

«Saranno due giorni spettacolari di sport e di festa di popolo come solo il Giro sa essere – conclude il presidente Padrin -. Questa manifestazione raggiunge mediamente 10,4 milioni di spettatori coinvolti, con una copertura televisiva internazionale. Quindi è anche una grandissima occasione di promozione territoriale. Già da qualche anno con la Regione Veneto abbiamo deciso di puntare sul Giro come leva promozionale e nel 2023 attraverseremo le montagne più belle del mondo ma anche la memoria, con il passaggio vicino al cimitero delle vittime del Vajont, in occasione dei sessant’anni dal disastro del 9 ottobre. Proprio per questo, attiveremo un gruppo di lavoro con i Comuni città di tappa e con la DMO Dolomiti, che avrà il compito di coordinare le due tappe e gli eventi collaterali che nasceranno. E anche promuovere il prodotto bike, per spingere sulla ciclabilità come vettore turistico sostenibile».