TRUFFE SU INTERNET: I CARABINIERI DENUNCIANO 5 PERSONE.

Cadore. A conclusione di differenti attività d’indagine avviate negli ultimi mesi dai militari dell’Arma della Compagnia CC di Cortina d’Ampezzo, sono stati identificati e deferiti alle competenti Autorità Giudiziarie cinque presunti truffatori per aver utilizzato siti internet di annunci per ingannare degli ignari utenti della rete desiderosi di fare acquisti a buon mercato. La storia è purtroppo simile a tante altre, complice l’ormai ampia affermazione di internet quale strumento per le transazioni di beni e servizi.
In un primo caso, scoperto dai militari della Stazione CC di Cortina d’Ampezzo, un trentenne originario di Acri (CS) aveva versato sul conto corrente intestato ad un truffatore milanese di quarantotto anni la somma di euro 450,00 per l’acquisto di un drone radiocomandato, attrezzo ormai sempre più in voga ed utilizzato frequentemente per riprese video o per scattare immagini dall’alto. Tali immagini però rimarranno solo un sogno per l’ignaro acquirente, atteso che questi non si è mai visto consegnare la merce pattuita. L’unica consolazione rimasta è che il truffatore, nonostante il drone, non è riuscito a prendere il volo, venendo individuato e denunciato dai carabinieri per truffa aggravata mezzo internet.
Due casi analoghi invece quelli riguardanti l’acquisto online di telefoni cellulari, una donna di origini moldave e un Cadorino le vittime che, dopo aver aderito ad un annuncio posto sul sito www.subito.it, hanno versato entrambi una somma di 600,00 euro tramite bonifico bancario a sedicenti inserzionisti che da quel momento non hanno più risposto né a mail né a chiamate. Solo dopo lunghi approfondimenti i carabinieri sono riusciti a dare un’identità ai truffatori: la moldava, rivoltasi ai militari di Caprile Bellunese, era stata raggirata da un ventenne ed un sessantaduenne, entrambi con precedenti specifici, mentre il cadorino, rivoltosi ai carabinieri di Santo Stefano, era stato vittima di un quarantasettenne della provincia di Milano, anche lui non nuovo alle truffe online.
La truffa online non risparmia nemmeno i social network. In un altro caso, infatti, un artigiano di Lozzo di Cadore navigando in una pagina dell’usato di facebook è rimasto attratto dall’offerta a buon mercato di una saldatrice, attrezzo a lui necessario per rifinire alcuni interventi di fai-da-te a casa. Una volta versata su una carta “poste pay” la somma di euro 180,00 si è ripetuto il solito schema, comunicazioni tra acquirente ed inserzionista interrotte e lunghe attese sull’uscio di casa per un pacco che non arriverà mai. Cherchez la femme, in questa occasione i militari di Vigo di Cadore hanno individuato una truffatrice, ventisettenne napoletana già nota per l’utilizzo corsaro della rete internet.
In ultimo l’esempio che la truffa non risparmia davvero nessuno, nemmeno chi è alla ricerca di beni primari per la sopravvivenza. È questo il caso di un auronzano che, durante lo scorso inverno, cercava di risparmiare qualcosa sul riscaldamento di casa. Attratto da un annuncio sul sito www.kijiji.it di un quantitativo enorme “pellet”, 1.200 sacchi, aveva versato la modesta somma di 1.600,00 euro per assicurarseli. Risultato: inverno al gelo e portafogli vuoto. Almeno l’arrivo dell’estate, oltre all’aumento delle temperature desiderato per mesi, ha portato anche il nome del responsabile, un trevisano di quarantuno anni poi denunciato alla competente A.G..
Come si può facilmente rilevare, il fenomeno delle truffe per gli acquisti online registra un fisiologico aumento legato sia al fatto che una fetta sempre più ampia della popolazione si rivolge ad internet per acquisti di ogni genere, sia al fatto che l’offerta dell’e-commerce è sempre più completa ed attraente. L’intervento dell’Arma è di natura repressiva e non sempre permetta la consegna del bene, spesso mai esistito, o la restituzione del denaro versato, subordinato a lunghe vicende processuali. Gli stessi siti internet di annunci virtuali, dal canto loro, non sono di particolare aiuto a prevenire situazioni simili, essendo concepiti come bacheche online con contrattazioni che avvengono in forma privata tra gli utenti senza alcuna intermediazione da parte dei gestori, i quali non si ritengono ovviamente responsabili delle singole vendite. La prudenza è lo strumento principale a disposizione dei navigatori di internet, laddove negli annunci ci sia qualcosa di poco convincente o il venditore non fornisca sufficienti garanzie, è bene desistere dall’acquisto e segnalare la questione ad un ufficio di polizia.
(Comunicato Carabinieri Cortina)

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