Comelico: rapina inventata, indagato per simulazione di reato.

CARABINIERI I Carabinieri hanno concluso gli accertamenti avviati quest’estate su una presunta rapina denunciata in Comelico che aveva elevato il livello di allarme nella zona.
L’evento risale al primo pomeriggio del 1 agosto scorso quando un trentenne di Santo Stefano di Cadore si era presentato presso la locale Stazione Carabinieri ed aveva denunciato di avere subito, la notte tra il sabato e la domenica precedenti, una rapina ad opera di tre soggetti armati a bordo di un’autovettura con targa rumena. Secondo la ricostruzione fornita dall’uomo, i tre individui lo avevano costretto ad accostare a bordo strada dopo averlo superato lungo la SS 52 Carnica e, dopo averlo minacciato con un coltello, lo avevano costretto a consegnare i 130,00 euro in contanti che portava con sé, per poi fuggire a bordo della loro vettura.
Il trentenne aveva anche riferito di non essere stato in grado di chiamare il 112 a causa del cellulare scarico e che, sebbene nella notte avesse raggiunto la caserma dei carabinieri di Santo Stefano, nessuno gli aveva aperto.
Fin dalle prime battute, la dinamica fornita dalla vittima non aveva convinto i carabinieri del Comelico (denuncia sporta quasi due giorni dopo il fatto nonostante su facebook la notizia fosse già stata divulgata dalla domenica) considerando l’evento particolarmente violento e straordinario soprattutto se rapportato alla tipologia di criminalità locale.
Verificato l’effettivo funzionamento del citofono della caserma che in orario di chiusura degli uffici avrebbe dovuto transitare la chiamata direttamente sulla Centrale Operativa di Cortina (operativa 24 ore su 24) i militari avevano comunque avviato accertamenti a 360° gradi per cercare di fare luce sulla vicenda, anche per l’elevato allarme sociale che ne era derivato in tutta la zona.
Con il tempo, acquisiti elementi tecnici e informativi che aumentavano i dubbi sulla ricostruzione dei fatti del trentenne (testimonianze di conoscenti che smentivano in parte le dichiarazioni della vittima circa i propri movimenti di quella notte, verificato il funzionamento del telefono cellulare in orario successivo all’evento con conseguente materiale possibilità di chiamare il 112 tempestivamente, etc.), convocato in caserma per essere nuovamente sentito in merito, l’uomo, messo alle strette, non ha potuto che confessare di essersi inventato tutto.
I militari di Santo Stefano hanno quindi interrotto il verbale di sommarie informazioni, contestando alla finta vittima la violazione penale ex art.367 c.p. (simulazione di reato).
Avendo acquisito formalmente lo status di indagato, le motivazioni del suo gesto le dovrà ora spiegare direttamente all’Autorità Giudiziaria.
La conclusione della vicenda riporta serenità dal punto di vista di percezione di sicurezza del nostro territorio e rende giustizia ai Carabinieri del Comelico che con le loro indagini , anche se rientrano nell’ ordinaria amministrazione dei compiti dei militari dell’Arma, hanno messo la parola fine al falso episodio.
Fonte Carabinieri di Cortina.
09 – 11 – 2016

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