Controlli Pasquali sui conducenti in stato di ebbrezza, sei i denunciati.

CarabinieriCadore. Come ampiamente preannunciato ad inizio della scorsa settimana, i controlli dei carabinieri della Compagnia di Cortina sulle strade nel weekend Pasquale sono stati intensificati da parte dell’Arma, facendo salire a sei il bollettino degli ubriachi pizzicati al volante. Anche in questo caso il fenomeno si è confermato assolutamente trasversale, giovani inesperti alle prime armi con l’utilitaria di famiglia al pari di conducenti più maturi alla guida di autovetture più grandi, sia turisti che residenti, accomunati solo dalla scellerata decisione di mettersi al volante in condizioni inidonee, rappresentando un pericolo per sé stessi e, soprattutto, per gli altri utenti della strada.
Anche durante questa tornata di controlli i carabinieri hanno voluto prediligere la viabilità secondaria, per dare un segnale a tutti coloro i quali, spesso in orario notturno e in stato di alterazione, temendo la presenza di gazzelle lungo le principali rotabili, decidono di spostarsi lungo le stradine secondarie, percorrendole ben oltre i limiti della prudenza per una viabilità che generalmente è concepita esclusivamente per chi ha casa nell’area.
È proprio questo il caso del giovane che ha fatto segnare il peggior dato all’etilometro, un ventiduenne padovano alla guida di una Grande Punto, sorpreso dai militari della Stazione di Cortina d’Ampezzo in una stretta via in località Cojana, nella zona sud della Perla delle Dolomiti. Alito vinoso, sguardo poco lucido, incapacità di articolare un discorso, praticamente necessario sottoporlo ad un alcoltest con esito decisamente netto: il giovane si era messo alla guida con un tasso alcolemico di ben 2,13 g/l, ben oltre il limite consentito dal Codice della Strada di 0,5 g/l. Per lui addio patente, anche se la vettura non è stata sottoposta a sequestro poiché intestata a persona diversa.
Per quanto concerne gli altri inguaribili bevitori, oggetto di controlli in un’area estesa su tutto il Cadore sempre in orario serale e notturno, sotto il profilo statistico si è evidenziato come la forchetta dell’età dei soggetti colti in stato di ebbrezza alla guida, generalmente di sesso maschile, si sia confermata varia, dai vent’anni ai sessant’anni questa volta, con tassi alcolemici purtroppo in crescita, da un minimo di 0,96 g/l ad un massimo appunto di 2,13 g/l, con tre dei sei denunciati incappati nella fascia sanzionatoria maggiore, ovvero quella riservata a coloro i quali registrano un tasso alcolemico superiore a 1,50 g/l.
Inutile dire come il fenomeno, troppo spesso giudicato con eccessiva clemenza, sia frequente causa di incidenti, a volte con conseguenze drammatiche. L’esempio lo fornisce in questo caso uno dei sei episodi accaduti durante il weekend di Pasqua, quando i militari dell’Arma sono intervenuti in località Acquabona del Comune di Cortina d’Ampezzo per un incidente autonomo che ha coinvolto un giovane di Pieve di Cadore. Nel fare rientro a Cortina, alla guida di un’utilitaria, il giovane ha perso il controllo e si è ribaltato lungo la statale, fortunatamente senza gravi conseguenze né per lui – se l’è cavata con delle lesioni di lieve entità – né per altre persone a piedi o a bordo di vetture lungo la stessa trafficatissima rotabile. Davanti all’equipaggio della Stazione Carabinieri di Pieve di Cadore il ragazzo è apparso in uno stato di agitazione tale da non essere riconducibile al mero shock post incidente. Gli è stato così chiesto di sottoporsi ad esami per verificare se lo stato di agitazione fosse riconducibile ad assunzione di alcoolici o droghe, approfittando del fatto che comunque in ospedale ci sarebbe dovuto andare, ma questi si è categoricamente rifiutato. Tale comportamento non gli ha ovviamente impedito di essere denunciato, atteso che il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti integra già di per sé il reato di guida in stato di alterazione, tra l’altro nei sinistri stradali con lesioni l’accertamento è una prassi ormai consolidata.
È opinione diffusa che possa capitare a tutti di bere qualcosa e di mettersi successivamente alla guida, ma se a bordo di un’autovettura uscita di strada per essere stata condotta da una persona brilla c’è un passeggero che non ne esce illeso, o, se uscendo di strada, quell’autovettura coinvolgesse un passante a piedi o un altro veicolo, magari causando lesioni gravi o la morte di uno degli occupanti, avremmo ancora la stessa clemenza nel giudicare il comportamento di chi si mette alla guida in stato di ebbrezza?

Fonte e testo: Carabinieri Cortina.

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