Molte le tematiche toccate, ma particolare spazio hanno avuto i temi legati alle specificità dei territori
montani, dei collegamenti su rotaia, del turismo e della sanità. Una parola su tutte: territorialità. È su
questo che nasce FARE!
Apre il confronto Leonardo Colle, neoletto segretario provinciale del movimento che inquadra
l’attuale situazione come particolarmente stimolante “Belluno può diventare un laboratorio politico,
come è successo negli anni Novanta con l’esperienza di Fisterol. È la speranza ad avermi fatto accettare di
scendere di nuovo in campo. Con FARE! Belluno ha la possibilità di giocare una partita importante”.
Colle continua parlando di progetti di sviluppo turistico, ma invita a restare con i piedi per terra, bene
ancorati alle cose concrete. La ricetta è quella che insegna a partire da obiettivi magari piccoli, ma
concreti, tesi a realizzare un progetto più grande. Ma bisogna partire da traguardi immediatamente
realizzabili.
È la volta poi della Bellot, che inquadra FARE! nel panorama politico nazionale “Non condividiamo
situazioni di estremismo di quella parte di destra che lavorando di slogan e di populismo punta alla
pancia della gente. Vogliamo rappresentare quella parte di moderati che si trovano in questo momento
privi di rappresentanza.
FARE! Vuole essere una realtà aperta al dialogo anche con parti politiche diverse. La caratteristica
fondante di questo movimento è la tutela delle specificità territoriali. Ci sono battaglie che non hanno
un colore. Il lavoro che stiamo facendo in Parlamento a Roma mira in particolare alla richiesta di rispetto
delle territorialità; la montanità è da sempre al centro del mio lavoro.”
Infine è la volta di Flavio Tosi, che non si risparmia nel confronto con la stampa e traccia in maniera
sintetica il profilo di FARE! “Noi guardiamo molto alle civiche e poco ai partiti. Sono le civiche ad avere
spesso il vero polso del territorio. Le liste civiche sono fatte di persone e non di appartenenza ideologica e
questa è la prospettiva che perseguiamo”.
Alla domanda su uno dei temi più spinosi in campo da ormai troppo tempo, quello dei collegamenti, Tosi
risponde: “So bene che in questa zona siete costretti al confronto con una viabilità che dà un’idea di
precarietà e di emergenza. Intanto che la Regione metta i soldi su questo. Poi potremmo parlare di sogni
e di grandi progetti. Ma prima è necessario dare risposte concrete. La gente ha bisogno di risultati
concreti in fretta”
Non si sottrae nemmeno al confronto con l’altro tema capace di muovere ovunque in provincia
l’interesse di tutti, la questione della gestione delle risorse idriche: “Sulla questione dell’idroelettrico
bisogna ascoltare il territorio. Ascoltare il Comune. Dovrebbero essere i Comuni a decidere del proprio
territorio.”
Gli fanno eco sul tema anche Colle “Abbiamo già dato abbastanza come Provincia in termini di acqua,
può bastare.” e Bellot “Il rispetto della specificità passa anche dalla tutela del bene paesaggistico e
naturale”.
Ed infine il confronto sulla sanità. Tosi spiega che per FARE! l’intento è quello di garantire i presidi su
tutto il territorio “Non sono i costi che ci sono in ballo qui che determineranno il risanamento del bilancio
della sanità. Anzi, sarebbe un altro fronte di depauperamento del territorio e del richiamo che può avere
sia per chi sceglie di viverci che di chi lo sceglie per turismo.”
Sul tema interviene anche la Bellot sottolineando come “ Si devono garantire a chi sceglie di vivere in
montagna le condizioni per farlo al meglio. Una montagna abitata è una montagna curata. Questo è il
territorio di Belluno ed è tempo che le necessità che gli sono proprie vengano riconosciute non a parole
ma con adeguate misure finanziarie e normative.”


