Belluno: giovane rumeno deferito all’Autorità Giudiziaria per impiego di minore in accattonaggio

Polizia di StatoNella mattinata di sabato 2 maggio una pattuglia della Squadra Volante della Questura di Belluno impiegata in attività di controllo del territorio, transitando a piedi in via Mezzaterra, particolarmente gremita di persone per il settimanale mercato cittadino, procedeva al controllo di due soggetti di origine rumena che stavano suonando degli strumenti a fiato chiedendo l’elemosina.

I due si trovavano uno di fronte all’altro intenti a produrre una melodia musicale a mezzo di una sorta di pianola a braccio. Scorta la presenza degli operatori di polizia il più grande dei due segnalava con un fischio all’altro soggetto, visibilmente più giovane, di interrompere l’attività.

Dai controlli esperiti tramite la documentazione esibita agli agenti emergeva che i due soggetti erano fratelli e che il più giovane dei due risultava nato nel 2002 ed era, quindi, infraquattordicenne.

Dopo aver sentito alcuni testimoni in merito all’impiego del minore nell’accattonaggio da parte del fratello maggiore, di anni 26, gli agenti decidevano quindi di deferire alla competente autorità giudiziaria il fratello più grande ai sensi dell’art. 600 octies del codice
penale (impiego di minori nell’accattonaggio) in quanto si avvaleva per mendicare del fratello, minore degli anni quattordici, che risultava temporaneamente sottoposto alla sua custodia, con il chiaro intento di ingenerare nei passanti un senso generale di pietà.
Al termine dell’attività il minore veniva comunque affidato al fratello maggiore, il quale veniva peraltro informato del rischio di aggravare la propria posizione qualora si fosse ancora avvalso del minore in questione per mendicare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto