Nella mattinata di sabato 18 aprile, verso le ore 11:00, la Sala Operativa della Questura di Belluno
riceveva una chiamata della titolare di un bar sito il località Casoni la quale riferiva di una persona
che, dopo aver consumato bevande alcoliche, si metteva alla guida, presumibilmente ubriaco, in
direzione Mas.
Veniva quindi diramata la nota di ricerca e a circa un chilometro dal luogo della segnalazione, a lato
della carreggiata, veniva notata l’auto indicata. All’interno della stessa, seduto al posto di guida gli
operatori identificavano B. D., 33enne residente in provincia di Belluno, il quale, fin dal primo
colloquio, si presentava in stato di ebbrezza, condizione dedotta dal marcato alito alcolico nonché
dalla difficoltà di pronuncia le parole e comporre frasi di senso compiuto.
Per accertare lo stato del conducente, veniva richiesto l’ausilio di una pattuglia della Polizia
Stradale munita di apparecchiatura alcoltest che giungeva poco dopo.
Tuttavia, alla richiesta rivoltagli dagli operanti di sottoporsi al test per l’accertamento della
concentrazione alcolica alveolare questi, categoricamente, si rifiutava ribadendolo più volte.
A questo punto gli agenti non hanno potuto far altro che contestare allo stesso la guida in stato
d’ebbrezza e la violazione penale prevista per il rifiuto a sottoporsi all’accertamento.
Il conducente durante la stesura degli atti si giustificava peraltro sostenendo di aver guidato solo per
un chilometro e di aver bevuto solo alcune lattine di birra, una delle quali risultava visibile
all’interno della sua auto.
A suo carico è stato elevato un verbale di accertamento dello stato di alterazione dovuto
all’assunzione di sostanze alcoliche (art. 186 commi 1° e 2° Cds) e rifiuto dell’accertamento (art.
186 comma 7° Cds); il veicolo inoltre è stato sequestrato in via amministrativa e affidato in custodia
ex art 213 Cds a un familiare.