Autonomia: Bolzano dice no a Voltago Agordino.

Con un referendum i 940 abitanti del comune veneto di Voltago Agordino avevano chiesto di essere annessi al Trentino Alto Adige. Ma ora il consiglio provinciale di Bolzano ha detto no. Come ha affermato il governatore altoatesino Arno Kompatscher “è un errore di considerare l’autonomia altoatesina come esclusivamente territoriale”. “Le richieste di aggregazione – ha sottolineato esprimendo solidarietà a Voltago – possono essere accolte soltanto se arrivano da comuni del Tirolo storico”.

1 commento su “Autonomia: Bolzano dice no a Voltago Agordino.”

  1. Quel parere negativo della commissione del Consiglio provinciale di Bolzano, all’aggregazione del Comune di Voltago alla regione Trentino Alto Adige va di traverso al comitato promotore del referendum che ha inviato una missiva al consigli delle province autonome di Bolzano e Trento. “Non possiamo accettare – scrive il comitato – che il diniego all’aggregazione sia motivato guardando solamente alla storia e quindi al passato e alla mancata presenza di minoranze linguistiche. Si disconoosce la ladinità dolomitica bellunese che pure è ampiamente documentata con tesi di laurea, testi scientifici e le Unioni Ladine operative su tutto il territorio dell’Agordino, Zoldo, Cadore e Comelico”.
    Per il caso specifico del Comune Agordino vengono citati il vocabolario dei dialetti ladini e ladino-veneti dell’Agordino di Giovanni Battista Rossi e le centinaia di documenti sul ladino bellunese prodotti anche da altri studiosi di varia estrazione. “Pretendiamo – aggiunge il comitato – sia riconosciuta anche la ladinità dei territori a sud ed est del vecchio confine dell’Impero asburgico. Come per la ladinità tirolese, trattasi di territori che hanno subito influenze linguistiche, consuetudinarie e nella tradizione, sia dall’area tedesca a nord, che da quella italiana a sud in modo più o meno marcato. Per la Conca agordina ad esempio, di cui Voltago fa parte, i primissimi abitanti sono di origine longobarda, come ancor oggi testimonia la toponomastica”.
    Il comitato invita trentini e alto atesini al di la della storia, a guardare al presente ed al futuro perché l’area della provincia di Belluno, anche attraverso i referendum, chiede forme di autonomia forte e pari dignità. Le oltre 19.000 firme per l’indizione del referendum provinciale per il distacco dal Veneto (cassato) e gli oltre 35.000 “si” dei referendum dei Comuni di confine testimoniano la forte volontà di autonomia e aggregazione all’area alpina. “Più che un diniego alla revisione dei confini – conclude il comitato – ci aspettiamo un ragionamento più ampio e complesso sul diritto all’autonomia per la gestione dei territori montani”.
    Mirko Mezzacasa

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