Comelico: insegnante sorpreso a rubare nella propria scuola fermato dai Carabinieri

Pensava di non essere osservato mentre frugava nella borsa di una collaboratrice scolastica del

proprio istituto, ma non si era accorto che l’abile elettricista impegnato a sistemare il lampadario al piano di

sopra altri non era che un Carabiniere travestito. Immediatamente fermato da altri militari dell’Arma

appostati poco lontano, l’uomo, un docente sessantenne della zona, con piccoli precedenti di polizia, è

stato trovato con ancora in tasca i trentacinque euro appena rubati alla collega. Inevitabile per lui la

denuncia per furto aggravato e verosimilmente l’avvio di una procedura disciplinare da parte della

direzione scolastica in seguito all’abile operazione dei Carabinieri della Stazione di Santo Stefano di Cadore,

con la quale è stata portata a conclusione un’efficace attività d’indagine avviata alla fine del mese scorso.

Sebbene la dipendente dell’Istituto, una scuola del Comelico, si fosse rivolta all’Arma solo a fine ottobre per

denunciare una serie di furti di denaro subiti mentre era impegnata nelle proprie mansioni scolastiche, la

storia andava avanti già da tempo. Nel fare acquisti all’uscita dalla scuola, infatti, più volte aveva avuto la

sensazione che nel proprio borsello dovesse esserci più denaro di quanto realmente se ne ritrovava. Non

grandi ammanchi, il borsello non veniva mai svuotato dal ladro, tanto che all’inizio sembrava essere una

questione di distrazione, ma il ripetersi della cosa aveva convinto la donna a confrontarsi con la propria

direttrice e ad affidarsi ai Carabinieri.

Gli accertamenti investigativi della Stazione di Santo Stefano di Cadore avevano presto permesso di

convogliare i sospetti attorno al docente, da lì la decisione di mettere in piedi un’attività di sorveglianza

discreta all’interno dell’Istituto, sfruttando le abilità da elettricista di uno dei militari che, con cassetta degli

attrezzi e tuta da lavoro, si è facilmente mimetizzato nell’ambiente. Non è servito attendere molto, il

docente dalla mano lesta non si è lasciato sfuggire la prima occasione in cui la borsa della collega era

rimasta incustodita, avventandocisi come un rapace e prelevando la sua “percentuale”. L’ingordigia gli è

stata però fatale. Una volta fermato, l’uomo, vistosi scoperto, ha candidamente ammesso le proprie

responsabilità, confessando anche furti precedenti, il cui ammontare complessivo sarà possibile

quantificarlo solo al termine di ulteriori accertamenti. Stante l’assenza di precedenti specifici a carico

dell’uomo, il modesto valore del furto scoperto in flagranza e il quadro probatorio già chiaro a suo carico,

d’intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Belluno, nei confronti dell’uomo si è

proceduto con una denuncia a piede libero.

Il successo dell’operazione è da ricondurre, oltre che all’abilità dei militari ed alla tempestività e precisione

con la quale la vittima del furto ha provveduto a denunciare i fatti, anche alla collaborazione fornita dalla

direttrice dell’Istituto che, con estrema discrezione, si è resa disponibile ad assecondare le esigenze

investigative sin dalle primissime fasi. Le scuole sono infatti ambienti dove gli operatori di polizia hanno

maggiori difficoltà a penetrare senza un interlocutore interno di fiducia. Il dialogo e la collaborazione tra

Carabinieri e Presidi è, in quest’ottica, una preziosa risorsa da coltivare al fine di arrestare sul nascere

fenomeni devianti che possono in taluni casi insinuarsi negli Istituti.

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