All’orizzonte per alcuni di loro ci potrebbe essere anche il Daspo, ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive previsto dalla legge per contrastare la violenza negli stadi.
Tutto dipenderà dalle valutazione degli inquirenti romani cui la Questura di Belluno ha spedito i video del tafferuglio scoppiato sabato pomeriggio nelle vicinanze della stadio Zandegiacomo durante l’amichevole Lazio-Perugia.
La questura di Belluno si era mossa con i carabinieri della compagnia di Cortina e i rinforzi arrivati da Belluno e Feltre, un’azione congiunta che nei fatti ha impedito che le tifoserie di Lazio e Perugia venissero a contatto.
Alla base dei disordini la rivalità, non solo calcistica ma anche politica, tra le due tifoserie, ma anche le proteste contro il presidente Lotito.
Ma non si è trattato di mero impeto, gli ultras laziali infatti avevano già annunciato “battaglia” via internet.
E battaglia in parte lo è stata con il danneggiamento di un’auto dei vigili urbani di Auronzo e l’abbattimento di una recinzione. La polizia ha caricato ed è ricorsa a un fitto lancio di lacrimogeni per impedire ai tifosi laziali di inserirsi nel settore avversario.
Ora si attendono le contromisure per i più esagitati, in sette anni di ritiro della Lazio ad Auronzo mai si era verificato un episodio simile.