Uno scenario familiare da incubo quello emerso in tribunale a Belluno in un procedimento nei confronti di un uomo 52enne, di professione poliziotto. Botte alla moglie e ai figli, scatti improvvisi di rabbia e violenze psicologiche. Accuse che gli sono valse un anno di reclusione, pena lieve che tiene conto del ravvedimento e delle cure psicologiche cui l’uomo si è sottoposto.
La denuncia di un clima a dir poco pesante era partita dalla baby sitter che ha squarciato il velo su una situazione davvero pesante, culminata tra il 2006 e il 2010.
Come quella sera del 2008 quando nel corso di una pizza in famiglia l’uomo sferrò un pugno alla moglie in pieno viso, fratturandole il naso e obbligandola a una operazione, ma le botte erano frequenti tanto che per coprire i lividi la donna vestiva con maniche lunghe anche d’estate.
Vittime della rabbia del poliziotto anche i figli, in un altro caso il più piccolo fu colpito da un posacenere strappato dalla portiera dell’auto.
Atteggiamenti che il pm Gallego ha ritenuto ingiustificabili soprattutto per un tutore dell’ordine pubblico.