A 60 anni dalla conquista del K2,
l’Italia si prepara a tornare in vetta, ma questa volta lo fa a
supporto della prima spedizione pakistana che tenta la scalata
alla montagna più difficile del mondo.
Gli italiani dell’associazione Ev-K2-Cnr partiranno domenica
8 giugno dall’aeroporto della Malpensa e il 14 giugno a Skardu,
in Pakistan, si uniranno alla spedizione pakistana. Della
squadra italiana, guidata da Agostino Da Polenza, fanno parte la
guida Michele Cucchi, di Courmayeur, e l’alpinista valdostano
Simone Origone, recordman mondiale di chilometro lanciato. Con
loro la bandiera italiana, affidata con “un caloroso abbraccio”
dal presidente del Consiglio a Da Polenza.
Supportata dalla Regione del Gilgit Baltistan, la spedizione
pakistana è guidata da Muhammad Taqi, l’alpinista che nel 2013
ha diretto la spedizione al Broad Peak.
L’arrivo in vetta è previsto a fine luglio, a 60 anni esatti
da quando, il 31 luglio 1954, Achille Compagnoni e Lino
Lacedelli raggiungevano per la prima volta la vetta del K2 nella
spedizione guidata da Ardito Desio. Un’impresa, rileva
l’associazione Ev-K2-Cnr, che ”si deve anche al fondamentale
supporto dei membri pakistani della spedizione, primo fra tutti
Amir Mahdi, e dei portatori Hunza”.
Il desiderio di Da Polenza, che sarà al campo base, è che
”gli otto pakistani arrivassero tutti in vetta anche con
Cucchi, che è il loro mentore alpinistico da anni. Magari
Simone, velocissimo in discesa ma fortissimo anche in salita
potrebbe provare a migliorare il record di 23 ore, che Benoit
Chamoux stabilì nel 1986 nel corso della mia prima spedizione
sul versante pakistano del K2. Sarebbe una spedizione bella e
avvincente”.
Non sarà solo un evento sportivo: nel programma della
spedizione c’è anche tanta scienza e attenzione per l’ambiente.
E’ infatti prevista l’installazione, al campo base del K2, di
una stazione meteo-climatica (in collaborazione con l’italiana
Cae). In programma anche la realizzazione del profilo
altimetrico digitalizzato dello Sperone degli Abruzzi e
l’aggiornamento della misura dell’altezza della vetta con un Gps
di ultimissima generazione (in collaborazione con l’università
di Trieste). Prevista inoltre una campagna di pulizia analoga a
quella che negli ultimi 7 anni ha raccolto più di 30 tonnellate
di rifiuti nei campi alti delle montagne del Baltoro. Previsti
infine interventi di soccorso alpino e pronto intervento
nell’ambito del programma Concordia Rescue Team.(ANSA).