I numeri non mentono e parlano di un territorio in difficoltà, teatro di una fuga lenta ma progressiva: in due anni il territorio dell’Uls 1 è passato da 128 mila 208 abitanti ai 125 mila 778 attuali, circa 2400 unità in meno.
L’allarme è partito dalla Conferenza dei sindaci dell’Uls 1 e non a caso arriva in un momento di forte crisi per l’economia bellunese, soprattutto sul fronte del manifatturiero.
La grossa perdita infatti non si giustifica solo con la minore immigrazione – dovuta ovviamente alla mancanza di lavoro – o al saldo negativo tra morti e nuovi nati, tanti, questo il punto, se ne stanno proprio andando, giovani in primis ma anche chi è rimasto senza lavoro e fatica a ricollocarsi tra le Dolomiti.
Tra chi resta, sale la fetta di popolazione in condizioni economiche definite precarie, circa il 25 per cento.