“Troppi stranieri sui Tir: questa non è libera concorrenza”

Non va certo per il sottile il presidente degli Autotrasportatori di Confartigianato Imprese Belluno, Mirco Vettori., secondo cui la delocalizzazione del settore sta trascinando le aziende bellunesi alla deriva.

Il cabotaggio di vettori esteri si è trasformato in vera emergenza e i numeri lo provano: dal 2010 al 2011, secondo i dati del ministero Affari sociali dell’Ue, con la regola del distacco estero sono arrivati in Italia 10 mila lavoratori dalla Romania e oltre 800 dalla Bulgaria, oltre a più di 14 mila da Lituania, Lettonia, Polonia e Slovenia. In provincia di Belluno nell’ultimo decennio sono state chiuse 113 aziende del comparto, praticamente una ogni quattro, con relativi riflessi sull’occupazione.

C’è poi da dire che con questa forma di distacco non vengono versati contributi nelle casse italiane, ma nei Paesi di provenienza, malgrado la direttiva europea imponga parità salariale con i lavoratori dei Paesi ospitanti.

Il costo di un lavoratore straniero inoltre è pari a metà di un lavoratore italiano. “Non si tratta di cacciare lo ‘straniero’ – afferma Vettori – piuttosto, occorre tutelare anche questi ultimi se lavoravano stabilmente in Italia e anch’essi debbono ricevere le retribuzioni dei lavoratori italiani”.

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