TURISMO. GIUGNO ALTALENANTE PER FINOZZI: AUMENTA IL PESO DELLA CRISI
Venezia, 30 agosto 2012
Con il mese di giugno, i flussi turistici nel Veneto hanno registrato un andamento
altalenante, condizionato con evidenza dalle crisi economiche nei singoli Paesi di
provenienza e interessando soprattutto il settore alberghiero. “Dopo la forte tenuta
di arrivi e presenze registrata a maggio – sottolinea l’assessore Marino Finozzi –
determinata soprattutto dalla Pentecoste e dal massiccio afflusso anticipato di ospiti
provenienti dall’area tedesca, con il mese successivo i dati sono stati meno positivi
e, soprattutto, nonostante i buoni risultati in termini di arrivi (+1 per cento rispetto
ai primi sei mesi dello scorso anno), le presenze sono calate dell’1,2 per cento,
sostanzialmente a causa della diminuzione della durata dei soggiorni fatta registrare
dai turisti italiani, il cui numero di pernottamenti è diminuito del 4,1 per cento, a fronte
di una ulteriore crescita dello 0,5 per cento delle presenze straniere”.
“Questo significa peraltro che la nostra Regione resta di gran lunga la meta preferita
da parte dei turisti provenienti da Paesi esteri, che tra gennaio e giugno del 2012 hanno
rappresentato circa il 63,5 per cento del totale delle presenze, con una conferma di
tedeschi, austriaci, francesi, inglesi, statunitensi e olandesi, in ordine di graduatoria.
La diminuzione degli italiani, tuttavia, è stata preoccupante, anche se i dati degli
altri mesi estivi, compreso l’agosto corrente, sembrano in controtendenza. In ogni
caso, se è presto per un bilancio definitivo, sono chiare le tendenze all’interno di uno
scenario economico molto differenziato e ovunque pesante. Se le presenze italiane
diminuiscono del 4,1 per cento, quelle dei greci calano del 32,2 per cento, gli spagnoli
registrano un – 21 per cento, e i portoghesi -17,2per cento. Per contro crescono in
maniera interessante i nuovi ospiti dai Paesi BRIC: russi (+19,6 per cento), cinesi
(+14,1 per cento), brasiliani (+7,4 per cento), indiani (+2,5 per cento). Aumentano
significativamente anche gli olandesi ( +11,2 per cento) e giapponesi (+11,7 per
cento).
Il lago di Garda è quello che dimostra più appeal, con una crescita netta del 5,4 per
cento delle presenze. Tengono bene le città d’arte (+0,5 per cento con una buona
performance di Verona, +1,8 per cento, e un exploit percentuale di Rovigo, dove le
presenze sono cresciute del 10 per cento). In sofferenza invece il settore balneare,
dove nei primi sei mesi dell’anno le presenze sono complessivamente calante del 5,1
per cento. Soffrono anche le terme (-5,8 per cento) e la montagna (-3,4 per cento). In
generale calo le presenze negli alberghi, con un brusco calo del 7,2 per cento di quelli
a 5 stelle e di lusso, che parevano immuni dalla crisi. Per contro aumentano, sia pur
di poco, i campeggi (+0,7 per cento) e soprattutto gli agriturismi, le cui presenze non
conoscono tentennamenti ed hanno visto una crescita del 6,2 per cento.
“Vedremo quali saranno gli esiti di luglio, agosto e di settembre, periodo centrale
delle grandi vacanze – ha detto Finozzi – ma i dati parziali finora registrati sono
decisamente confortanti. E’ evidente tuttavia che la crisi pesa e che lo sforzo e
l’impegno degli operatori per mantenere e accrescere per quanto possibile le presenze
di clienti non corrisponde ad un altrettanto buon andamento del ritorno economico,
in un settore come quello turistico dove peraltro la concorrenza cresce in tutto il
mondo, anche e, talora, soprattutto in termini di bassi prezzi”. “Noi dobbiamo tuttavia
perseverare – ha concluso l’assessore – nel mantenere le posizioni e nell’offrire
qualità per una clientela nazionale ed estera di qualità, lavorando sul concreto.
D’altra parte, mentre abbiamo certezza di arrivi e presenze registrate, non abbiamo
contatori altrettanto sicuri sui flussi economici. Attendiamo quindi dai rappresentanti
dei diversi segmenti del turismo (alberghi, campeggi, ristoranti, esercenti di attività
collaterali, ludiche e così via) indicazioni circa il rapporto tra andamento dei flussi
turistici e redditività e sulle possibilità di investimento”. “Su questa base – ha
concluso l’assessore – ragioniamo quindi su strategie che si riflettano sullo sviluppo
complessivo del comparto e dei territori interessati”.