
TURISMO. MONTAGNA VENETA IN SOFFERENZA. CONSULTO A BELLUNO. SERVONO AZIONI IMMEDIATE
Belluno, 24 febbraio 2012
Il turismo montano del Veneto attraversa una fase di sofferenza. La mancanza di
neve registrata nella prima parte della stagione invernale, con le relative spese per i
cannoni sparaneve e gli effetti sulle presenze, ha di fatto acuito la crisi finanziari ed
economica generale, provocando una diminuzione del 20, 30 e, in alcuni sporadici
casi, anche del 50 per cento del bilancio delle imprese di settore. Servono risposte
rapide, immediate, per evitare che il sistema dell’ospitalità montana regionale resti
senza fiato, imboccando una strada in discesa e senza ritorno. Sul tappeto la Regione
mette immediatamente tre proposte, principalmente legate alla possibilità di sostenere
finanziariamente le aziende e di ricapitalizzarle, tramite la Veneto Sviluppo, ed
è pronta ad attivarsi per attivare ogni iniziativa capace di dare prospettive ad uno
scenario al momento non roseo.
E’ stato questo il tema del consulto svoltosi stamani in provincia di Belluno, dove
l’assessore al turismo del Veneto Marino Finozzi ha convocato Veneto Sviluppo
(con il consigliere di amministrazione Piero Zannoni e il direttore generale Paolo
Giopp), Assoturismo, Confturismo, Federturismo, Cai, Uncem, ANEF, i Consorzi
turistici che operano anche in zona montana, dal Monte Baldo alle Prealpi Treviane,
i responsabili delle direzioni regionali turismo, sviluppo montano e impianti a fune.
Una indisposizione ha impedito a Finozzi di essere presente, ma la Regione era
rappresentata dai tre consiglieri bellunesi Dario Bond, Sergio Reolon, Matteo Toscani
che, sia pure da punti di vista diversi, hanno richiamato l’esigenza di utilizzare la
discussione della Finanziaria regionale 2012 per inserire gli interventi legislativi
necessari e per portare avanti quelle azioni, trasversali ai partiti e ai settori, di cui la
montagna ha in questo momento un urgente bisogno.
C’è stata sostanziale concordanza sui pacchetti finanziari cui sta lavorando Finozzi
per dare le risposte più immediate e concrete: utilizzare i fondi di rotazione già
attivati presso al Veneto Sviluppo, adeguando le leggi che li governano, per sostenere
il fabbisogno finanziario delle le aziende; ricapitalizzare le aziende stesse con
finanziamenti partecipati Veneto Sviluppo – Aziende e convertire le passività
bancarie a breve (i prestiti “di esercizio” a scadenza ravvicinata, spesso utilizzati per
realizzare interventi strutturali) in operazioni bancarie a più lungo termine in modo
da riportare in bonus le aziende in sofferenza; favorire gli investimenti richiesti ed
effettuati da imprese tra loro raggruppate. I consiglieri regionali hanno anche invitato
a trovare modalità di utilizzo dei fondi FAS che consentano ricadute sulla montagna,
prevedendo progetti a regia regionale. Rispetto a queste opportunità attivabili in tempo
molto rapidi, gli esercenti degli impianti a fune e Confindustria hanno fatto sapere di
essere già pronti ad accompagnare le aziende aderenti ad aderire rapidamente. E’ stata
anche chiesta la possibilità che le aziende venete possano avere anche sotto il profilo
urbanistico le stesse possibilità dei concorrenti nei confinanti territori a statuto speciale
(e se ne parlerà in un prossimo incontro del tavolo di concertazione), mentre rimane
irrisolto il problema delle facilitazioni finanziarie delle quali possono usufruire quei
sistemi turistici.