LA CRISI NON RISPARMIA NESSUNO: DALL’OCCHIALE AL TESSILE

Ormai le brutte notizie per il manifatturiero bellunese sono all’ordine del giorno e, per certi versi, sembrano rientrare nell’ordinarietà. Il primo fronte è rappresentato dalla Safilo che dopo aver perso la collaborazione con Armani non conferma il contratto con Balenciaga, altra marca di un certo rilievo ma che rappresenta solo lo 0,3 per cento del fatturato del gruppo.
Dall’azienda nessun psicodramma, anzi si parla di una precisa strategia di razionalizzazione del portafoglio marchi, mentre i sindacati si stanno preparando al dopo-Armani. Il contratto scadrà fra meno di un anno e nessuno esclude contraccolpi occupazionali.
E tira una brutta aria – ma purtroppo non è una novità – alla Piave Maitex di Feltre, l’ultima grande azienda tessile rimasta nel Bellunese con i suoi circa 130 dipendenti.
Al via c’è una nuova stagione di cassa integrazione, una-due giornate alla settimana per un massimo di 13 settimane.

Per la Piave Maitex, la cassa nei primi mesi dell’anno è diventata quasi un’abitudine: da un lato – da sempre – la prima parte dell’anno è la più fiacca, dall’altro la crisi ormai cronica dei consumi – soprattutto sul fronte interno – non aiuta.

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