PER LE CENTRALINE NON OBBLIGATORIA L’APPLICAZIONE DELLA BOLKENSTEIN

La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che la direttiva Bolkestein non si applica alle concessioni per le piccole derivazioni idroelettriche, quelle al di sotto di 3000 kW di potenza, le cosiddette centraline, in quanto non producono un servizio ma un bene.
La pronuncia della Corte sancisce un principio che ha una ricaduta diretta e dirompente, in senso positivo, per il territorio bellunese.
In Veneto ci sono quasi 400 centraline, delle quali almeno un terzo già scadute e in Italia manca una normativa che definisca la modalità di riassegnazione.
Proprio per questo nel 2025 è stata approvata, su mia proposta, la legge regionale 1/2025 “Modifiche alla legge regionale 3 luglio 2020 n. 27 – disposizioni in materia di concessioni idrauliche e di derivazioni a scopo idroelettrico”.
Tale norma, in attesa di comprendere le modalità di riassegnazione delle concessioni, prorogava le concessioni scadute e in scadenza fino al 2029.
Con la pronuncia della Corte, si conferma la lungimiranza della norma regionale che avevo voluto introdurre.
Si tratta di un tema per nulla banale, dato che le centraline, in alcuni casi private e in altri pubbliche, prevalentemente di proprietà di Comuni, contribuiscono spesso e in maniera fondamentale anche alla definizione del bilancio degli enti interessati; il mancato introito prodotto da tali centraline potrebbe costituire un grosso problema per gli enti stessi.
Applicando la Bolkestein, avrebbe potuto aumentare la pressione competitiva dei grandi gruppi energetici sulle piccole realtà pubbliche.
Non essendo invece obbligatoria l’applicazione della Bolkestein, gli enti concedenti, la Provincia per il territorio bellunese e la Regione per il resto del Veneto, potranno ora determinare senza tale vincolo le modalità di concessione..

ing.Gianpaolo Bottacin già Assessore difesa suolo, Ambiente Veneto, Regione del Veneto

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