BOND E DONAZZAN (PDL) SU CORSI OSS: “GARANTIREMO LA RICONOSCIBILITA’ DEL CICLO DI STUDI”

BOND E DONAZZAN (PDL) SU CORSI OSS: “GARANTIREMO LA RICONOSCIBILITA’ DEL CICLO DI STUDI” DONAZZAN: “I TITOLI DA SOLI NON GARANTISCONO IL POSTO DI LAVORO”

“Genitori e studenti possono stare tranquilli: la Regione garantirà il percorso già avviato per gli OSS e gli operatori ludico-espressivi”.

A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond che – accanto al collega del Pd Claudio Sinigaglia – ha promosso un incontro tra l’assessore regionale alla formazione Elena Donazzan (accompagnata dai dirigenti Santo Romano e Fabio Menin) e una rappresentanza di studenti e genitori.

La partita riguarda centinaia di allievi in tutto il Veneto, in particolare quei ragazzi e quelle ragazze iscritti ai moduli integrati tra il sistema della formazione professionale e gli Istituti professionali di Stato durante il quarto e quinto anno di corso. “Stiamo parlando della cosiddetta ‘terza area’ che è stata messa in discussione dalla riforma nazionale”, spiega Bond. “Una decisione che ha gettato nel panico tante famiglie che avevano fatto affidamento sul corso e sullo sbocco professionale collegato”.

Durante il vertice informale che si è tenuto a palazzo Ferro-Fini genitori e studenti hanno ricevuto precise rassicurazioni.

“Garantiremo a chi si è iscritto al modulo integrato la possibilità di portare a termine il ciclo di studi”, l’impegno di Bond. “Questo significa mettere a disposizione le ore professionalizzanti e prevedere la Commissione mista per gli esami abilitativi”.

Insomma, gli studenti che hanno iniziato a frequentare tali moduli integrati non hanno da temere. “Garantito questo principio di civiltà, il modulo integrato sparirà. Per chi vuole diventare OSS rimarranno i corsi interamente regionali”.

Gli uffici regionali si sono già messi al lavoro come conferma l’assessore regionale alla formazione Elena Donazzan: “Mentre la Regione riconoscerà i crediti, gli esami di qualifica e la riconoscibilità del percorso, le scuole – nell’ambito della loro autonomia – dovranno assumersi le loro responsabilità per quanto riguarda l’offerta formativa”.

Non manca una considerazione di ordine generale: “Voglio ricordare che non è il titolo che garantisce il posto di lavoro bensì le competenze. Va anche detto che il fabbisogno di OSS è molto diminuito in questi ultimi tempi e che sul tema si è fatta anche cattiva informazione. Spero che in futuro prevalga un maggiore senso di realtà”.

Un appello è arrivato dallo stesso Bond: “Nel nuovo piano socio-sanitario le competenze dell’Oss dovranno essere ampiate, cominciando dalla presenze sul territorio come figura di supporto per gli infermieri professionali”.

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