BOND (PDL) SU SANITA’ IN MONTAGNA: “PRESENTATE LE ISTANZE DEI COMITATI. ORA FRONTE COMUNE”

BOND (PDL) SU SANITA’ IN MONTAGNA: “PRESENTATE LE ISTANZE DEI COMITATI. ORA FRONTE COMUNE”

INCONTRO A VENEZIA TRA IL SEGRETARIO GENERALE DOMENICO MANTOAN, IL CAPOGRUPPO BOND E GUIDO TRENTO IN RAPPRESENTANZA DEI COMITATI PRO-OSPEDALE

“La gente di montagna deve avere gli stessi diritti di chi vive in pianura. Anche per questo dobbiamo pensare a un potenziamento dei pronto soccorso e a un avvicinamento dei servizi al territorio”.

E’ questa una delle linee emerse questa mattina durante un incontro sulla sanità bellunese a palazzo Molin – sede della direzione socio-sanitaria della Regione Veneto – tra il segretario generale Domenico Mantoan, il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond e l’ex consigliere regionale Guido Trento, in rappresentanza dei comitati bellunesi che si occupano della difesa degli ospedali provinciali di Feltre, Cortina, Agordo e Pieve di Cadore.

Un incontro “operativo” nel quale sono stati presentati alcuni emendamenti e integrazioni al nuovo piano socio-sanitario, lo strumento adottato nel luglio scorso dalla giunta regionale e attualmente al vaglio della V Commissione Sanità presieduta da Leonardo Padrin (Pdl). “Un confronto approfondito e positivo”, hanno rimarcato Trento e Bond.

“Mi sono fatto promotore di questo incontro”, spiega Bond, “per capire le istanze dei comitati anche grazie alla lettura attenta di Guido Trento. Penso che su queste battaglie il fronte debba essere comune”.

“Siamo partiti da un principio basilare”, afferma Trento, “dobbiamo garantire alla gente di montagna gli stessi servizi di un qualsiasi altro cittadino della pianura veneta. Parliamo di qualità della vita”, rimarca l’ex consigliere regionale. “A Mantoan ho presentato gli emendamenti al piano socio-sanitario che con senso della realtà possono garantire una sostanziale parità di trattamento”.

Numerose le questioni affrontate e rilanciate da Bond e Trento: dal potenziamento di tutti i pronto soccorso bellunesi all’attenzione particolare alla medicina sul territorio. Questo significa che ciascuna Usl dovrà prevedere delle unità operative complesse: una di cure primarie; una seconda dedicata all’infanzia, all’adolescenza e alla famiglia; una terza alle cure palliative e infine, una quarta, alle attività specialistiche.

Sul tavolo anche il concetto di rete ospedaliera. Bond e Trento hanno sottolineato con forza che il sistema sanitario veneto è fatto di 23 ospedali “storici”, ognuno rispondente a precise esigenze del territorio. “Tutti devono avere la loro dignità, dall’ospedale metropolitano a quello di rete”, hanno ribadito Bond e Trento.

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