Belluno: l ‘Arma dei Carabinieri festeggia il 209° anniversario.

Con l’occasione resi noti i dati dell’attività dell’ultimo anno.

Foto Radio Più

Nella splendida cornice di piazza del Duomo a Belluno, dinanzi al palazzo dei Rettori, sede della
Prefettura, circondati dalla Basilica Cattedrale di San Martino e Palazzo Rosso, si è tenuta questa
mattina la cerimonia per il 209° Annuale della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.
Alla presenza del Prefetto di Belluno, di moltissimi Sindaci e delle autorità civili, religiose e militari
della provincia, i Carabinieri hanno sfilato per le vie cittadine accompagnati dalla “Fedelissima”,
marcia d’ordinanza della Benemerita, sino a giungere nel luogo della cerimonia. Tra gli ospiti
d’onore anche l’Alfiere della Repubblica Maddalena Da Rozze, giovanissima studentessa di Sedico
che lo scorso febbraio è stata insignita del prestigioso attestato d’onore dal Presidente della
Repubblica.

Servizio di Daniele Dalvit per Radio Più



LO SCHIERAMENTO
Alle 10.30 ha avuto luogo la cerimonia militare, con l’ingresso in piazza Duomo dei Reparti dei
Carabinieri che, partiti dal Teatro Comunale, dopo aver percorso piazza dei Martiri, si sono
schierati davanti al Palazzo del Governo, sulle note della “fedelissima”, la marcia d’ordinanza dei
Carabinieri: il primo plotone di Carabinieri in Grande Uniforme Storica; il secondo plotone,
formato dai Comandanti di Stazione del Comando Provinciale di Belluno; il terzo plotone costituito
da militari delle diverse specialità e organizzazioni dell’Arma (sciatori, rocciatori, elicotteristi,
carabinieri forestali e militari impiegati nelle missioni internazionali). Nel 3° plotone, era schierata
anche una rappresentanza delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, con tre sorelle del
Comitato di Belluno. Le Infermiere Volontarie e la Croce Rossa Italiana sono sempre accanto
all’Arma dei Carabinieri nei complessi scenari di crisi internazionale nel mondo, dove la
Benemerita conduce operazioni di Polizia Militare e di Polizia di Stabilità, a protezione delle
popolazioni, dell’ambiente e del patrimonio culturale.
Tutti intorno i labari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni
Combattentistiche e d’Arma, unitamente al Gonfalone del Comune di Belluno, decorato di MDVM
e Croce al Merito di Guerra, accompagnato dai Gonfaloni decorati delle Città e Comuni della
provincia di Belluno. Inoltre erano presenti i mezzi in uso all’Arma dei Carabinieri, gli stand
espositivi dell’Organizzazione Forestale, due unità a cavallo e l’elicottero del 14° Nucleo Elicotteri
di Belluno ha sorvolato l’area, unendosi idealmente al Reparto schierato.
L’ALZABANDIERA
La cerimonia è iniziata con la resa degli onori al Prefetto di Belluno e al Comandante Provinciale
dei Carabinieri, che hanno passato in rassegna lo schieramento, accompagnati dal Capitano
Alessandro Bui, Comandante della Compagnia di Cortina d’Ampezzo che, indossando la Grande
Uniforme Speciale, ha assunto il comando del Reparto in armi. A seguire uno dei momenti più
emozionanti della cerimonia. Due Carabinieri della Stazione di Longarone, scelti per issare il
Vessillo Nazionale, proprio per ricordare il 60° annuale del tragico evento del Vajont, in cui
perirono anche molti Carabinieri di quella Stazione e le loro famiglie, si sono portati al centro dellapiazza. Subito dopo l’Alfiere della Repubblica, Maddalena Da Rozze, insieme a due bambini della
Scuola Elementare Gabelli di Belluno, hanno consegnato la Bandiera Italiana ai Carabinieri, per
dare avvio all’Alzabandiera, sulle note dell’Inno Nazionale.

ll Colonnello Enrico Pigozzo

IL DISCORSO DEL COMANDANTE PROVINCIALE
Il Colonnello Enrico Pigozzo ha preso la parola rivolgendo un doveroso pensiero alle vittime e a
quanti hanno sofferto per i recenti eventi alluvionali occorsi in Emilia Romagna. “Questa
cerimonia, così prossima agli eventi, non può che mantenere un carattere sobrio, per un doveroso
rispetto ai nostri concittadini deceduti e per quelle migliaia di persone che hanno subito ingenti
danni. L’impegno di tutte le Istituzioni del pubblico soccorso è ancora vivo nel nostro ricordo, per
sostenere le comunità di quei territori. A loro oggi va il nostro grazie per l’impegno profuso”. Ha
poi ringraziato tutte le autorità e i cittadini presenti. Ma ha voluto ringraziare in particolar modo la
giovanissima Maddalena Da Rozze, Alfiere della Repubblica, insignita a febbraio scorso del
prestigioso attestato d’onore dal nostro Presidente della Repubblica. “Grazie Maddalena di essere
presente qui con noi oggi con la tua famiglia: sei un esempio per i giovani e un motivo di orgoglio
per questa terra”. Si è poi rivolto ai suoi Carabinieri, verso i quali ha indirizzato l’intero suo
intervento, caratterizzato dall’emozione di potersi rivolgere a loro, per la prima volta, da
Comandante Provinciale “per la prima volta, da Comandante Provinciale, mi è dato l’onore di
rappresentare la mia Istituzione nel rivolgermi a voi, miei cari Carabinieri, così come alle autorità,
agli studenti e ai cittadini presenti. E questo credetemi non è poco per chi, sin da bambino, sognava
di indossare l’uniforme dei Carabinieri e oggi, con immenso orgoglio, guarda voi, qui schierati, a
cui ho promesso, nel giorno del mio insediamento, di donare ogni mia energia, tutto il mio impegno
ed esperienza, per consentirvi di svolgere con serenità e determinazione il vostro servizio in favore
delle nostre comunità”.
Il Comandante Provinciale ha poi voluto evitare di ripercorre durante il suo discorso i dati
dell’attività operativa dell’Arma. “i risultati ci sono, sono tanti e importanti: dall’attività di
prevenzione a quella di contrasto ad ogni forma di criminalità, senza dimenticare l’impegno per
garantire quella così importante funzione di rassicurazione sociale che passa attraverso
l’educazione alla legalità nelle scuole, la sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, lo
sforzo a contrastare le truffe agli anziani, a promuovere, in sintesi, l’importanza di un corretto
vivere civile di comunità” ha detto il Colonnello Pigozzo, ma ha poi aggiunto “questi dati, misura
parziale del nostro impegno, li leggete certamente perché li forniremo agli organi di informazione,
che voglio ringraziare per la qualità del loro lavoro, per una informazione libera ed equilibrata, e
per l’attenzione che sempre ci dedicano. Risultati che si uniscono ai tanti che l’Arma, su tutto il
territorio nazionale, ogni giorno consegue, in uno sforzo corale”. Ha quindi ricordato i risultai
dell’intera Arma sul territorio nazionale e la gioia vissuta, in particolare, nel momento dell’arresto
del latitante Matteo Messina Denaro, ricordando le vittime di mafia “eroi delle forze di polizia,
della magistratura, semplici cittadini”, rimarcando che quel giorno dell’arresto “eravamo felici
tutti. Perché la Repubblica quel giorno ha vinto, come ogni giorno, da un capo all’altro d’Italia,
quando vincono i buoni, semplicemente i buoni”. E poi è tornato a rivolgersi ai suoi Carabinieri
“uomini e donne con gli Alamari cuciti sulla pelle” ha detto, ricordando che “un Carabiniere, da
Lampedusa a Vipiteno, passando per Belluno, è ovunque un convinto servitore dello Stato, un
militare che conosce e si riconosce nelle parole onore, dovere, fedeltà, coraggio ed etica del
servizio”.
Nel suo breve ma intenso intervento, il Colonnello Pigozzo ha ricordato il senso del giuramento
prestato alla Patria “perché a Lei abbiamo giurato fedeltà, una fedeltà che rinnoviamo ogni giorno,
quando intraprendiamo il nostro servizio. Una fedeltà che abbiamo giurato sulla Costituzione,
cuore pulsante e vivo del Paese, della quale vogliamo essere attenti, vigili, premurosi custodi e
garanti, come lo sono tutti quei cittadini onesti che sono risorsa preziosa della Repubblica”, ha
rinnovato, con le sue parole, l’impegno dell’Arma al servizio dei cittadini “alle comunità che ci
sono affidate e che a noi si affidano con fiducia” e delle Istituzioni della Repubblica, sottolineandoche “non si sceglie di fare il Carabiniere, si sceglie di essere Carabiniere”, citando infine un
vecchio libro sui Carabinieri che “riportava in una pagina – ormai sgualcita dal tempo –
l’immagine di un Carabiniere sorridente. E sotto – nella descrizione – una frase: la bandoliera a
tracolla e il sorriso sulle labbra indicano che il Carabiniere è in servizio” per sottolineare che
“imporre il rispetto della legge, la forza della legge, non significa arroganza, ma determinazione. E
si può essere determinati anche con gentilezza, con umiltà e rispetto, col sorriso. Questo rende
credibile la nostra Istituzione, da oltre 200 anni, questo rende credibile agli occhi degli italiani e
delle Istituzioni, i Carabinieri, dal più giovane al più anziano. Questo ci rende fieri di essere
Carabinieri”.


ATTIVITA’ OPERATIVA 2022-2023
I dati dell’intensa attività operativa dell’Arma in Provincia, come ha ricordato il Comandante
Provinciale, sono “misura parziale del nostro impegno”, ma i numeri dimostrano quanto sia stato
significativo l’operato dell’Arma nello scorso anno, a cominciare dai servizi di prevenzione
generale che hanno visto impegnati militari delle Stazioni, delle Aliquote Radiomobili e dei
Carabinieri di Quartiere in più di 15.000 servizi di prevenzione sul territorio provinciale, nel corso
dei quali sono stati controllati oltre 30.000 veicoli e identificate 42.000 persone, nonché verificati
circa 12.500 documenti di guida o di identità. Ai servizi di prevenzione generale si sono poi
aggiunti oltre 30 servizi “ad alto impatto”, con l’impiego di decine di pattuglie dell’Arma in
diversi punti del territorio provinciale per contrastare fenomeni specifici, legati alla prevenzione dei
furti, alla sicurezza stradale, all’abuso di alcoolici o al contrasto allo spaccio di stupefacenti.
Questi i risultati conseguiti: nel periodo dal primo giugno 2022 al mese di maggio 2023, l’Arma ha
denunciato 1.350 persone all’Autorità Giudiziaria, arrestandone 62. Sono stati perseguiti oltre
3618 reati dei 4402 totali denunciati complessivamente in Provincia alle Forze di Polizia, pari al
82% del totale, segno di come la capillarità dell’Arma consenta ai cittadini di avere una immediata
risposta alle loro esigenze di sicurezza. Di questi, ben 1127 sono stati scoperti dai Carabinieri,
riscontrando che l’Arma ha identificato l’84% degli autori “noti” dei reati commessi nella
provincia.
Particolarmente incisivi sono i dati relativi ai controlli sulla sicurezza stradale che hanno visto la
contestazione di ben 1.376 sanzioni al codice della strada per un importo di oltre 230.000 euro,
violazioni queste principalmente legate al mancato uso della cintura di sicurezza e all’uso del
telefonino, ma anche per velocità pericolosa. I controlli nello specifico settore hanno portato a
scoprire 82 casi di guida in stato di ebbrezza alcolica e 4 di quelle dovute all’uso sotto l’effetto di
stupefacenti. Sono stati gestiti quasi 300 interventi di soccorso e 495 sinistri stradali. Sempre nello
specifico settore, sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 7 persone per “omicidio stradale” e
altre 25 per “lesioni stradali gravi o gravissime”.
La lotta ai furti e alle truffe è stata affrontata con determinazione, con la conseguente denuncia
all’Autorità Giudiziaria rispettivamente di 149 e 167 soggetti, dei quali 5 in stato di arresto.
Sul fronte del contrasto all’uso e traffico di stupefacenti, i Carabinieri hanno arrestato 1 persona
denunciandone a piede libero altre 11, segnalando inoltre 23 consumatori alla locale Prefettura.
Complessivamente il sequestro di sostanze stupefacenti o psicotrope ammonta a 1050 grammi di
hashish, 575 di marijuana, 390 di cocaina e 110 di altre sostanze.


I Carabinieri hanno, poi, affrontato con grande determinazione i cosiddetti “reati di genere”, ampia
categoria che comprende tutte quelle forme di violenza fisica o psicologica nei confronti di soggetti
“deboli”. I dati forniti danno un quadro della situazione: sono state 17 le presunte violenze sessuali
trattate, 57 i casi di maltrattamenti familiari e 22 quelli di atti persecutori altrimenti definiti“Stalking”. La delicata attività di indagine ha visto particolarmente impegnata la specifica Aliquota
del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo provinciale, che ha proceduto a ben 37 audizioni
protette, avvalendosi con incredibile frequenza della sala di ascolto, la cosiddetta “stanza tutta per
sé” realizzata presso il Comando Provinciale con il contributo del Club “Soroptimist International”.
Sono state applicate, come disposte dall’Autorità Giudiziaria competente, 2 misure cautelari di
divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa e 1 di allontanamento dalla casa
familiare.

Nella foto dei Carabinieri la saletta riservata all’ascolto di persone vittime dei reati “Codice Rosso”.


Parte integrante del dispositivo di vigilanza e sicurezza del territorio è anche il servizio di vigilanza
e soccorso sulle piste, svolto dai Carabinieri Sciatori in 7 comprensori sciistici della provincia;
nella stagione invernale 2022/2023 sono stati impiegati giornalmente oltre 20 unità specializzate nel
soccorso piste, per un totale di 921 servizi. Sono stati 930 gli interventi per soccorso agli infortunati
e sono state comminate oltre 30 sanzioni per comportamenti scorretti posti in essere da sciatori.


Sotto l’aspetto preventivo, l’Arma ha fornito il proprio contributo alla sensibilizzazione dei giovani
su tematiche quali il bullismo, i pericoli del web e nell’utilizzo dei social network, la sicurezza
stradale e sugli stupefacenti, attraverso numerose conferenze tenute nelle scuole primarie e
secondarie della provincia nell’ambito dei progetti di educazione alla legalità. Particolarmente
proficui si sono rivelati anche gli incontri sul tema delle truffe con la popolazione anziana, in
sinergia con AUSER, APPIA-CNA e molte amministrazioni comunali, che hanno visto centinaia di
persone presenti agli incontri, nel corso dei quali sono stati dispensati utili consigli per la
sensibilizzazione sul fenomeno delle cosiddette “truffe agli anziani”.

Un immagine di una recente conferenza organizzate da Auser e Comando Carabinieri contro le truffe agli anziani


Da segnalare anche i qualificati interventi operati dal militare Negoziatore del Comando
Provinciale di Belluno. Si tratta di personale altamente qualificato e specificamente formato per la
risoluzione di situazioni di crisi (intenzioni suicidarie, barricamenti domestici da parte di persone in
difficoltà, gestione di soggetti psichiatrici o soggetti pericolosi) che è stato recentemente affiancato
da un team di negoziazione capace di operare in modo sinergico sull’intero territorio provinciale.
Nell’anno trascorso sono stati 8 i casi di intervento del Negoziatore dei Carabinieri (connessi
soprattutto a tentativi di suicidio), tutti conclusisi con successo.
Alcune operazioni vanno ricordate in particolare. Tra queste certamente l’ingente sequestro di
stupefacenti operato a Cortina d’Ampezzo nel marzo scorso, l’ingente quantitativo di refurtiva
recuperato di Carabinieri di Feltre poche settimane fa, l’identificazione degli autori di una rapina da
parte dei Carabinieri di Belluno, operazioni che sono state valorizzate dalla consegna di alcune
ricompense durante la cerimonia odierna.


Ma va anche ricordata la rapidissima risoluzione, con l’arresto del responsabile, dell’omicidio
volontario di Fener di Alano di Piave, dove un uomo è stato ucciso con un coltello, o ancora, il caso
di omicidio – suicidio occorso a Mel lo scorso 15 novembre, per il quale le puntuali indagini
condotte dai Carabinieri hanno consentito di escludere l’opera di terzi nel tragico evento.
Con riferimento al controllo delle armi sul territorio, l’attività di monitoraggio e repressione ha
portato al rinvenimento di un ingente quantitativo materiale bellico (nell’ultimo anno sono state
rinvenute quasi 100 bombe a mano e 18 da mortaio, esplosivi, oltre a 16 fucili e numerose cartucce)
con il conseguente arresto di 4 incauti cercatori di cimeli dei conflitti mondiali.


I Carabinieri Forestali, che operano a tutela dell’ambiente, del territorio e delle acque, nonché nel
campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare e sono presenti capillarmente nel
territorio bellunese, hanno effettuato 13.849 controlli complessivi, identificato 3.994 persone e
1.160 veicoli, rilevando 389 infrazioni. Nello stesso periodo hanno perseguito 101 reati, segnalando
alla A.G. 70 persone, eseguendo 4 arresti, 15 sequestri e 10 perquisizioni. Sul piano della Polizia Amministrativa sono state contestate 373 violazioni a carico di 356 persone, per complessivi
123.000 euro, oltre ad 1 sequestro amministrativo.

Il Comandante provinciale dei Carabinieri Forestali, Ten. Col. Corbini in studio con Barbara Paolazzi.


Presso il Gruppo Carabinieri Forestale di Belluno ha sede anche il “Centro Settore Meteomont
Veneto e Friuli Venezia Giulia” che coordina l’attività del personale specializzato (51 Osservatori,
12 Esperti Neve e Valanghe e 10 Previsori) nel monitoraggio e rilevazione delle condizioni del
manto nevoso per l’emissione del bollettino quotidiano di pericolo valanghe. I bollettini vengono
messi a disposizione degli organi di Protezione Civile e pubblicati sul sito e sulla app:
complessivamente nella stagione appena conclusa sono stati effettuati 1.934 rilievi sulle stazioni
meteonivometriche fisse, svolti 458 nuclei itineranti di rilevamento in alta montagna e pubblicati
346 bollettini.
Intensa anche l’attività dei Reparti Speciali dell’Arma in Provincia.
Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Treviso, competente anche sulla nostra provincia, ha
effettuato 269 controlli presso strutture sanitarie o commerciali, elevando 188 violazioni
amministrative di carattere igienico-sanitario per un importo pari a circa 138.000 euro e segnalando
all’Autorità Giudiziaria 16 persone per un totale di 39 reati accertati. L’importo della merce
sequestrata ammonta a 25.000 euro.
Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Belluno ha sottoposto a verifica ispettiva oltre
180 aziende, ove è stata riscontrata la presenza di più di 300 lavoratori, per i quali è stata vagliata
ogni singola posizione lavorativa pervenendo al riscontro di 9 situazioni irregolari e 6 lavoratori “in
nero”. I controlli, rivolti massivamente alla verifica del rispetto delle norme sulla sicurezza negli
ambienti di lavoro, in particolare nel settore dell’edilizia, hanno portato al deferimento in stato di
libertà di 52 persone e ad elevare sanzioni e ammende per circa 160.000 €. Sono stati, altresì,
adottati 4 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, sia per la presenza sul luogo di
lavoro di lavoratori irregolari, sia per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e
della sicurezza sul lavoro.
Infine, il 14° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Belluno, con sede presso l’aeroporto “Arturo
dell’Oro”, nel corso di circa 150 ore di volo, ha fornito il supporto ai reparti territoriali per il
controllo del territorio, ma ha operato anche in favore dei Carabinieri Forestali per il sorvolo di aree
boschive e protette nonché per l’attività del Meteomont finalizzato alla valutazione del rischio
valanghe. Il supporto è stato garantito anche ai vari reparti speciali dell’Arma per il monitoraggio di
aree paesaggistiche, archeologiche, sottoposte a tutela ambientale.
Il N.E.C. è sede del Centro per il Coordinamento e Soccorso della Protezione Civile (CCS) attivato
dal Prefetto in occasione di emergenze e calamità. In quella sede hanno luogo inoltre le
esercitazioni di Protezione Civile.


I CARABINIERI PREMIATI
Ecco i nomi dei Carabinieri che sono stati premiati durante la cerimonia della Festa dell’Arma dei
Carabinieri 2023.
Elogio concesso al Mar. Ca. Marco Mazzotta, al V. Brig. Marco Rova e al V. Brig. Gioele
Guglielmi, in servizio al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di
Feltre.
“Addetti al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Feltre, con elevata
professionalità e spiccato acume investigativo, conducevano e sviluppavano una complessa e
prolungata attività d’indagine che consentiva di individuare e denunciare all’Autorità Giudiziaria gli
autori di 13 furti commessi, da luglio 2022 ad aprile 2023, in danno di abitazioni, imprese e aziende
agricole operanti nel territorio feltrino e in altre province del Veneto. L’attività si concludeva conl’arresto di uno degli autori, il sequestro di un ingente quantitativo di refurtiva e la restituzione dei
beni ai legittimi proprietari, riscuotendo l’apprezzamento della comunità.”
Feltre, province di Treviso e Vicenza, luglio 2022-aprile 2023
Elogio concesso al V. Brig. Dionigi Giusti e al Car. Federico Mascìa, in servizio alla Stazione
Carabinieri di Belluno.
“Addetti alla Stazione Carabinieri di Belluno, evidenziando spiccata professionalità, acume
investigativo ed elevatissimo impegno, sviluppavano rapide e decisive attività di indagine, volte
all’identificazione degli autori di una rapina in danno di un cittadino extracomunitario, perpetrata
nei pressi di un parco cittadino. L’operazione, che dimostrava l’efficacia del servizio di prevenzione
espresso dall’Arma sul territorio, si concludeva con l’esecuzione di 3 misure cautelari a carico di
altrettanti soggetti, riscuotendo il plauso dell’Autorità Giudiziaria e della comunità tutta.”
Belluno, marzo 2023
Elogio concesso al Lgt. Fabio Schiavone, al Brig. Ca. Q.S. (ora in congedo) Andrea Pin e al
Brig. Maria Luisa Giordano, in servizio al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del
Comando Provinciale di Belluno
“Militari effettivi al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Belluno, con
encomiabile dedizione, senso del dovere e spiccata sensibilità, si sono distinti per il costante,
elevatissimo impegno nelle attività di contrasto al fenomeno della violenza di genere sul territorio
provinciale. Solerti ed efficaci nella risposta istituzionale, hanno svolto numerosissime attività
investigative, delicate e complesse, a supporto dell’Autorità Giudiziaria, raccogliendo indispensabili
fonti di prova, assicurando i responsabili delle azioni criminali, aiutando e rassicurando le vittime in
ogni circostanza.
Provincia di Belluno, gennaio 2022-maggio 2023
Elogio di Reparto concesso alla Stazione Carabinieri di Cencenighe
“Comandante e militari addetti a stazione distaccata, con un corale e prolungato impegno,
dimostrando elevato senso del dovere, spirito di corpo e capacità investigative, fornivano una
efficace risposta istituzionale al fenomeno dei reati predatori sul territorio, avviando un’attività di
indagine che, all’esito, consentiva l’individuazione del responsabile di 13 furti in abitazione ed
esercizi pubblici, commessi nella valle agordina, e traendo infine in arresto l’autore. L’operazione si
concludeva con il sequestro di un ingente quantitativo di refurtiva e la restituzione dei beni ai
legittimi proprietari.
Agordo, San Tomaso Agordino e La Valle Agordina, ottobre-novembre 2022
(hanno ritirato la ricompensa, in rappresentanza della Stazione di Cencenighe, il Mar. Enrico
Danese, l’App. Sc. Rolando Massaroni e il Car. Antonio Bua)
Elogio concesso al Lgt. C.S. Antonio Alibrandi e al Brig. Massimiliano De Bastiani
“Comandante ed addetto al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di
Cortina d’Ampezzo, con encomiabile impegno ed elevata professionalità, avviavano una efficace
azione di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti nell’ampezzano. Le protratte attività
investigative condotte sul territorio, si concludevano col sequestro di oltre 1 chilogrammo di
sostanze stupefacenti, numeroso materiale per il confezionamento e lo spaccio, più di 17.000 euro
in contanti e l’arresto dell’autore. L’operazione ha riscosso il plauso delle autorità locali e della
cittadinanza, contribuendo a consolidare il prestigio dell’Arma nel territorio.
Cortina d’Ampezzo, gennaio-febbraio 2023


LA STORIA
Sono trascorsi 209 anni da quando, nel 1814, a Torino, venne costituito un Corpo di militari “per
buona condotta e saviezza distinti”, incaricato di “contribuire alla difesa dello Stato in tempo di
guerra e di vigilare alla conservazione della pubblica e privata sicurezza” in tempo di pace. L’atto
costitutivo dell’Arma tracciava – con straordinaria lungimiranza – l’identità dell’Arma, una forza
militare in servizio di polizia, con una duplice missione: la difesa della Patria e la sicurezza dei suoi
cittadini. L’Arma, oggi come allora, è impegnata al servizio dei cittadini con un modello
organizzativo che si distingue per la vicinanza al cittadino. L’Arma, patrimonio delle comunità, si
fonda sulla sua cellula base, la Stazione dei Carabinieri, presente sin nelle più piccole realtà locali
quale presidio di legalità e simbolo concreto di prossimità delle Istituzioni.
Sin dalla loro nascita, i Carabinieri hanno conservato la peculiarità di essere “soldati in servizio di
polizia” e quindi protagonisti della storia d’Italia, di cui è diventata parte integrante quella
dell’Arma.
Il 20 maggio 1814, Vittorio Emanuele I, sovrano di Sardegna, per fronteggiare il disordine e le
precarie condizioni di sicurezza del regno, dispose che la Segreteria di Guerra approntasse
immediatamente un “Progetto di istituzione di un Corpo militare per il mantenimento del buono
ordine”. Il progetto prese vita con le Regie Patenti del 13 luglio 1814, istitutive del Corpo dei
Carabinieri Reali, già militarmente impegnato nella carica di Grenoble il 6 luglio 1815. Il 12 ottobre
del 1822, la competenza dei Carabinieri Reali fu estesa anche alla Sardegna.
Nel 1834, il Carabiniere Giovan Battista Scapaccino, caduto in un’imboscata di riottosi nell’abitato
di Les Eschelles, scelse la morte pur di non rinnegare il giuramento di fedeltà prestato al Re,
venendo insignito per tale episodio di M.O.V.M, la prima di una storica serie che ha visto
protagonisti i militari dell’Arma.
Nel 1848, i Carabinieri si distinsero nell’eroica carica di Pastrengo, con un intervento decisivo per
l’esito favorevole della battaglia.
Nel 1861, con la costituzione del Regno d’Italia, il Corpo dei Carabinieri Reali divenne “Arma” del
Regio Esercito e anche in quella nuova configurazione, i Carabinieri continuarono ad assolvere
contestualmente le funzioni di prima Arma dell’Esercito e di Corpo di Polizia.
Notevole, nella prima guerra mondiale, fu l’impegno dei Reparti dell’Arma, sempre in prima linea.
Tra gli episodi di fulgido eroismo, si ricordano l’assalto del Podgora del 19 luglio 1915, allorché i
Carabinieri attaccarono all’arma bianca una posizione saldamente difesa da un avversario
preponderante: l’operazione costò 53 caduti, 143 feriti e 10 dispersi. Il 5 giugno 1920, per il
contributo offerto alle sorti del primo conflitto Mondiale, la Bandiera dell’Arma venne insignita
della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare. Consistente fu anche l’impegno dell’Arma nelle
operazioni della campagna d’Africa, in Libia, Somalia, nelle Regioni della Tripolitania e della
Cirenaica, dove fu determinante l’apporto degli Zaptiè. Per la valente azione svolta in terra d’Africa
dalle Divisioni Carabinieri di Tripolitania e Cirenaica, furono concesse alla Bandiera dell’Arma 2
Croci di guerra al Valor Militare. Seguì la partecipazione alle operazioni belliche del 2° conflittoMondiale, che vide i Reparti dell’Arma impegnati in delicatissimi momenti bellici sia all’estero che
nel territorio nazionale, con mirabili esempi che hanno sacrificato la loro vita per salvare le
popolazioni a loro affidate, come il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valor
militare alla memoria, sempre a tutela e difesa della popolazione e delle istituzioni democratiche.
L’Arma dei Carabinieri, “prima Arma dell’Esercito”, nell’anno 2000 è stata elevata al rango di Forza
Armata, con l’effetto, tra gli altri, di esprimere il proprio Comandante Generale fra gli Ufficiali
Generali della Benemerita.
In ragione della sua peculiare connotazione di “Forza di polizia ad ordinamento militare”, l’Arma
dei Carabinieri ha avuto negli anni un ruolo molto importante nel contesto internazionale,
impegnandosi in prima linea in importanti missioni all’estero sotto l’egida delle Nazioni Unite e
della NATO, con compiti di Polizia Militare e di Polizia di Stabilità.
Sono passati quasi 170 anni da quel lontano 1855, in cui per la prima volta le uniformi della
Benemerita varcarono i confini nazionali per approdare, con il Corpo di Spedizione sardo in
Crimea: Libano, Somalia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Iraq, Afghanistan, Gibuti e altri, sono stati
poi teatri di operazioni di pace impegnative, in cui la Benemerita, a difesa dei diritti umani, della
sicurezza e libertà dei popoli, del patrimonio artistico, culturale e ambientale, in ogni angolo del
pianeta, ha visto operare i propri militari in servizi umanitari e di addestramento delle ricostituite
polizie locali.
Ma da sempre, in ogni angolo del Paese, anche nelle località più remote, la gente riconosce il lavoro
silenzioso dei tanti Carabinieri delle Stazioni, patrimonio delle comunità che operano
instancabilmente al servizio dei cittadini e delle Istituzioni, per svolgere una funzione di
rassicurazione sociale che è parte integrante della loro missione.

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