Violenza sulle donne: il dirigente di Polizia Angela Pierobon ospite del Soroptimist international di Cortina

Da sin: Luigi Petrillo dirigente Commissariato Polizia di Cortina, Elisabetta Fontana Lacedelli, presidente Soroptimist, Angela Pierobon dirigente della Polizia di Stato, oggi a
Pordenone
Servizio e foto Marco Dibona.

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Il club di Cortina del Soroptimist international, associazione delle donne impegnate nella società, ha organizzato un incontro sul delicato tema della violenza di genere. A parlarne è stata invitata Angela Pierobon, dirigente della polizia di stato, oggi a Pordenone, dopo una lunga esperienza nella nostra provincia, a Belluno e a Cortina: «La violenza sulle donne – ha detto – non è un argomento astratto o estraneo alla nostra realtà. E’ invece molto presente anche in questo ambiente».
E ha aggiunto: «Nei sei anni in cui sono stata a capo del commissariato di Cortina ho avuto il dolore di incontrare donne che, dopo trent’anni di abusi e soprusi, mi hanno chiesto come uscirne. Sono stata contattata da genitori di figlie che, appena sposate, riportavano lividi. O medici di base che mi riferivano ciò che avevano visto. La violenza non è distante da noi; è molto più vicina di quanto pensiamo».
Elisabetta Fontana Lacedelli, presidente Soroptimist, ha spiegato di aver proposto l’incontro in una data significativa, a ridosso del 10 dicembre, giornata mondiale della “Dichiarazione universale dei diritti umani”.

La dottoressa Pierobon ha ricordato la Convenzione di Istanbul del 2011, che prevede tre obiettivi: prevenire il fenomeno, con la sensibilizzazione; reprimerlo, perché non resti impunito chi commette il reato; sostenere le vittime. Infine ha portato un dato statistico, uno soltanto: il 7% dei reati di violenza è compiuto da estranei, da stranieri; il 70% è attuato da coniugi e partner, o ex compagni di vita. Tutto ciò rientra in un concetto fondamentale: la falsa percezione della “normalità” che contraddistingue troppo spesso questo fenomeno, con la devastante conseguenza che la stessa vittima ritenga normale il trattamento che riceve.

Marco Dibona

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