Una vera e propria “spaccata” studiata nei minimi dettagli. I giovani, infatti, dovevano aver messo a punto il piano già dal giorno prima, quando dalla rimessa del padre di uno dei due avevano prelevato due piedi di porco, un cacciavite ed un martello. Durante la notte tra sabato e domenica scorsi, infatti, non appena la festa in centro ha iniziato a scemare e la gente ha cominciato a mettersi sotto le coperte, i giovanotti hanno dato attuazione al piano criminale. Dopo essersi furtivamente avvicinati al bar “Al Canton” di Dosoledo hanno invano cercato di forzare la porta blindata con il piede di porco, poi, non riuscendovi, hanno deciso di passare alla soluzione più diretta, una bella martellata sul vetro della finestra e dentro ad arraffare quanto più possibile. Il bottino non avrebbe permesso ai piccoli di unirsi alla banda di quaranta ladroni di Alì Baba, ma per essere una prima volta non era poi così male: contanti, super alcolici, tabacco da fiuto, gomme da masticare e una cinquantina di accendini, per un valore complessivo di circa 300,00 euro. Fin lì tutto bene per i piccoli Lupin in erba, se non fosse stato che il rumore causato dalla “spaccata” aveva turbato il sonno di un vicino di casa il quale, diligentemente, non ha tardato a chiamare il numero unico di emergenza 112 quando si è affacciato alla finestra incuriosito ed ha visto delle ombre fuggire dal bar.
L’intensificazione dei servizi di prevenzione nei weekend pianificata dalla Compagnia di Cortina per contrastare il fenomeno dei furti in abitazione ha portato anche in questo caso i frutti sperati, una pattuglia dei carabinieri di Santo Stefano di Cadore era infatti già nelle vicinanze ed è riuscita a raggiungere il posto in brevissimo tempo per verificare la segnalazione del cittadino. Appreso quanto accaduto, scoperto che i ladri si erano allontanati da pochissimo, i militari del Comelico hanno deciso di mettersi subito sulle loro tracce, rimandando la doverosa attività di sopralluogo ad un secondo momento. La decisione si è presto rivelata corretta, poiché, nel transitare nelle vicinanze del cimitero del paese, alcuni movimenti sospetti hanno attirato l’attenzione della gazzella dell’Arma. E in effetti non accade spesso di vedere delle ombre muoversi nella notte in un cimitero. Escluse ipotesi apocalittiche, considerato che in tv le notti horror trovano spazio nel palinsesto solo nei giorni feriali, in quella domenica non restava che un’unica possibile spiegazione: quando i ragazzi impegnati a verificare la refurtiva hanno alzato gli occhi sui carabinieri probabilmente avrebbero preferito vedere gli zombie uscire da una buca del terreno. Portati nella Stazione dell’Arma di Santo Stefano di Cadore, perquisiti e spogliati del maltolto, i giovanotti, dopo il trattamento riservato loro dai militari, hanno ovviamente dovuto affrontare anche i genitori, svegliati nella notte per raggiungere d’urgenza la caserma e venire a riprendersi i figli. L’assenza di precedenti di polizia a loro carico ha permesso che si potesse procedere nei loro confronti per furto aggravato con una semplice denuncia in stato di libertà, ma la prossima volta potrebbe non andare così bene, anche se minorenni.
Decisamente soddisfatto il titolare del bar, sia perché in poche ore è rientrato in possesso dei propri beni, sia perché i genitori dei “piccoli” hanno assicurato di riparare ai danni causati dai propri figli, che da una prima stima approssimativa ammonterebbero ad oltre 2.000,00 euro.
La vicenda evidenzia come la sinergia tra cittadini e carabinieri rappresenti ancora la migliore soluzione per contrastare i reati di natura predatoria in un territorio come l’alto bellunese. Se la segnalazione al 112 non fosse stata immediata o l’Arma non avesse pianificato quella notte un servizio di prossimità, la Centrale Operativa non avrebbe potuto inviare tempestivamente la pattuglia sul posto; poi sono entrati in gioco anche altri fattori, come la fortuna di essere particolarmente vicini all’evento e la competenza messa in campo nell’effettuare le ricerche, che hanno portato ad un risultato nelle immediatezze del furto, ma la collaborazione con le forze di polizia rimane sempre il pre-requisito essenziale. In tal senso appare opportuno sensibilizzare tutti in casi analoghi a chiamare prima il 112, pubblicando solo in un secondo momento le notizie di quanto accaduto sui social network.
Fonte e immagini: Carabinieri Cortina.

