Giornata addestrativa in Faloria per i carabinieri sciatori con gli istruttori della M’Over

Giornata addestrativa in Faloria per i carabinieri sciatori con gli istruttori della M’Over

Cortina d’Ampezzo. Nella giornata di ieri, i carabinieri sciatori della Compagnia di Cortina d’Ampezzo si sono riuniti sulle piste del Faloria per un aggiornamento tecnico in vista della stagione turistica invernale che li vedrà impegnati in attività di vigilanza e soccorso in numerosi comprensori dell’alto bellunese. Nel solco di una collaborazione avviata lo scorso anno, i maestri della Scuola di Sci M’Over di Cortina hanno ancora una volta fornito la propria disponibilità ad aggiornare il personale dell’Arma sulle nuove tecniche sciistiche, garantendo in questa maniera che tutti i militari possano essere in grado di assumersi in piena sicurezza la delicata responsabilità dei soccorsi agli infortunati già dall’imminente apertura della stagione.
Di prim’ordine il corpo insegnanti. Per l’occasione si sono avvicendati nel corso dell’impegnativa mattinata il Vice Direttore della scuola e Istruttore Nazionale Maurizio Sommariva assieme alla maestra Tatiana Alverà, oltre a Kristian Ghedina, che non ha di certo bisogno di presentazioni, il quale come “collega” della finanza non ha voluto mancare all’appuntamento.
L’attività è stata possibile grazie all’apertura anticipata delle piste del Faloria. Il perfetto innevamento artificiale ha infatti fornito la materiale possibilità di riunire già a novembre nello stesso posto tutti gli sciatori che di qui a poco prenderanno servizio nei comprensori sciistici delle dolomiti bellunesi, tutti in apertura nei prossimi giorni.
L’attività di aggiornamento si completerà entro breve con la partecipazione ad un seminario di “immobilizzazione e trattamento dei traumi” organizzato dai futuri colleghi del Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con il SUEM 118, in maniera tale da poter garantire anche nel corso della stagione sciistica 2016/17 un intervento di qualità sempre adeguata alle esigenze della popolazione.
Come lo scorso anno, i carabinieri saranno impegnati a tempo pieno a Cortina d’Ampezzo (nei comprensori del Monte Faloria e del Monte Cristallo), ad Alleghe (nel comprensorio del Monte Civetta), e ad Arabba (sul Monte Burz), oltre a saltuarie presenze a Sappada 2.000 nelle giornate di maggiore affluenza. La presenza dei militari sulle piste non è limitata all’attività di soccorso, ma anche alla vigilanza sul rispetto delle norme di condotta, alla prevenzione dei furti, al controllo agli esercizi pubblici, etc., sostanzialmente la stessa attività che compiono sulle strade traslata sulle piste, ove in inverno si concentra la maggior parte dei turisti delle località montane.
Per quanto concerne i soccorsi, la passata stagione se ne sono registrati 307 in tutto, un numero che, pur non rappresentando un’emergenza, se confrontato con le presenze registrate, può e deve essere ancora abbattuto con una più mirata attività di prevenzione, possibile solo con la collaborazione di tutti, carabinieri, maestri di sci, utenti e addetti ai lavori. Gli infortuni hanno interessato prevalentemente gli sciatori (268 contro i 34 snowboarders), abbastanza in linea con le preferenze di attrezzatura dei turisti. Non è infatti il mezzo ad essere più o meno pericoloso, ma la persona che lo conduce. La fascia oraria con la maggiore incidenza di soccorsi è risultata essere tra le 11.00 e le 13.00, con prevedibile concentrazione nei weekend, evidentemente in ragione dell’elevato numero di sciatori con diversa padronanza del proprio mezzo presenti in pista nello stesso momento. Per quanto concerne la fascia di età, non sembra esservi una categoria maggiormente a rischio (ad una maggiore resistenza giovanile compensa una maggiore capacità tecnica andando avanti con gli anni); fa eccezione la fascia 31-40 anni che si distingue nettamente dalle altre per essere quella meno interessata dagli infortuni, verosimilmente perché riesce a coniugare tonicità fisica, capacità tecnica, maturità e consapevolezza dei limiti individuali. Interessante il dato relativo al sesso, fino a 30 anni sono prevalentemente gli uomini a richiedere il soccorso, dopo i trent’anni, invece, la maggior parte dei soccorsi riguarda le donne. Le cadute accidentali rimangono assolutamente predominanti (248 episodi), a volte del tutto autonome e altre volte causate dalla necessità di evitare altri sciatori, ma le 33 collisioni avvenute in pista rappresentano un dato ancora preoccupante, soprattutto per la maggiore pericolosità intrinseca di questo genere di avvenimenti. Una maggiore prudenza da parte di tutti, esperti e novizi, è l’unica vera ricetta. Confortante uno dei dati relativi alla tipologia di infortuni, tra i quali le ginocchia sono per ovvie ragioni le parti del corpo più interessate: la progressiva diffusione dell’utilizzo del caschetto protettivo, comunque obbligatorio al di sotto dei 14 anni, ha infatti permesso di abbattere il numero dei pericolosissimi traumi cranici, segno che l’applicazione di intelligenti misure di prevenzione fornisce sempre risultati.

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