TRENO DELLE DOLOMITI. ZAIA: “UN PROGETTO REALIZZABILE CHE APRE UNA NUOVA FASE STORICA PER LE DOLOMITI”

Zaia_Firma_TrenoCortina d’Ampezzo, 13 febbraio 2016

“Noi pensiamo che questo sia il vero progetto che può aprire una nuova fase storica

per le Dolomiti in primis, ma anche per i territori del Veneto e dell’Alto Adige. E sia

chiaro: non stiamo parlando di un’utopia ma di un’opera che possiamo concretamente

realizzare. Qui ci giochiamo il jolly”.

Le parole sono quelle del governatore veneto, Luca Zaia, ma la pensano esattamente

come lui anche il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher e il

ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio: una piena condivisione

suggellata dalla firma posta oggi nella sala consiliare del municipio di Cortina

d’Ampezzo (Bl) al protocollo di intesa per lo sviluppo di un collegamento ferroviario

Venezia-Cadore-Cortina-Val Pusteria, il cosiddetto Treno delle Dolomiti.

Dopo i saluti del sindaco di Cortina d’Ampezzo, Andrea Franceschi, e l’intervento del

presidente Kompatscher, che ha sottolineato la volontà della Provincia bolzanina di

dedicare attenzione e investimenti nell’infrastrutturazione ferroviaria, Zaia ha

ricordato il film con Alberto Sordi del 1959, “Vacanze d’inverno”, la cui scena finale

ha per protagonista il treno della Ferrovia delle Dolomiti che lascia Cortina con le sue

incantevoli montagne sullo sfondo. “Vogliamo ripartire dalla scena di quel film – ha

detto il governatore –, non come un amarcord ma come uno stimolo a riprogettare e a

ricostruire la ferrovia, per rendere l’intera area più competitiva, ricercando con grande

convinzione gli investimenti necessari e impegnandoci da subito e senza esitazioni per

questo traguardo: noi, come Regione, abbiamo già messo uomini e donne a lavorarci”.

Zaia ha fatto un’ipotesi dei costi di realizzazione: un miliardo per l’intera opera, metà

per il tratto Calalzo – Cortina e l’altra metà per il tracciato da Cortina a Dobbiaco.

Come fonti di finanziamento ha indicato i fondi europei e quelli dell’ex fondo Odi e

rivolgendosi al ministro Delrio lo ha invitato a continuare ad essere a fianco della

Regione del Veneto e della Provincia di Bolzano anche in futuro, nella fase cruciale

della ricerca delle risorse necessarie.

Il governatore veneto ha infine rassicurato i rappresentanti degli enti e delle

amministrazioni interessate all’opera: “Discuteremo su come farla e farla bene – ha

precisato Zaia – ma non certo sul non farla”.

Il ministro Delrio, prima della firma del protocollo, ha riconosciuto, così come aveva

fatto in precedenza Kompatcher, la primogenitura di Zaia di questa iniziativa e ha

assicurato che “in un’Italia che ha bisogno della ‘cura del ferro’, cioè di incentivare la

mobilità su treno, su un progetto come questo ci siamo e ci crediamo”.

Il protocollo firmato oggi, parte dal presupposto che le Dolomiti sono un patrimonio

tutelato dall’Unesco e una risorsa fondamentale per l’Italia e l’Europa, che le Alpi non

devono essere considerate “un limite geografico”.

Regione del Veneto e Provincia di Bolzano, condividendo la necessità di implementare

nei propri territori collegamenti ecosostenibili, assicurando la tutela della qualità

dell’ambiente e puntando allo sviluppo di forme di mobilità sostenibile, prima fra tutte

quella ferroviaria, hanno deciso di collaborare alla predisposizione di un progetto,

elaborando innanzi tutto uno studio di fattibilità, per la realizzazione di un

collegamento ferroviario, destinato al traffico passeggeri, fra il Cadore e la Val

Pusteria, nella direttrice Venezia – Cortina – Val Pusteria.

Un gruppo di lavoro, formato da rappresentanti degli Enti firmatari e dalle società

Sistemi Territoriali spa (ST) e Strutture Trasporto Alto Adige spa (STA), avrà ora il

compito di redigere lo studio di fattibilità per definire le politiche trasportistiche, il

modello di esercizio e le linee guida progettuali che consentano di quantificare

l’impegno economico dell’opera. Questa attività di studio verrà finanziata innanzi tutto

con fondi comunitari e risorse del “Fondo Comuni Confinanti”.

Il protocollo ha una durata di tre anni, prorogabile per un ulteriore triennio. Entro un

anno dalla sottoscrizione, cioè entro febbraio 2017, Regione del Veneto e Provincia di

Bolzano valuteranno i risultati conseguiti e definiranno le eventuali fasi successive.

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