Banconote false: arrestato avvocato Giudice di Pace miranese.

Arrestato Giudice di Pace che smerciava banconote false, il tesoretto era nascosto nel suo studio legale.

È terminata nella notte di ieri con l’arresto di Florindo Ceccato, miranese classe ’52, Avvocato e Giudice di

Pace presso il Circondario di Padova, l’attività della Compagnia Carabinieri di Cortina d’Ampezzo, con

perquisizioni che si sono spinte sino al mestrino, tra Spinea e Mirano, condotte in prima persona dal

Procuratore di Belluno Francesco Saverio Pavone presso l’abitazione e lo studio legale dell’uomo, con

l’ausilio dell’Arma locale.

Dall’Agordino al Comelico, passando per il Cadore, erano state numerose le segnalazioni relative a

banconote false ricevute nell’ultimo mese dai Carabinieri, tutti pezzi da 50 euro di ottima fattura in grado di

ingannare gli esercenti meno attenti. Non il titolare di un esercizio commerciale di Rocca Pietore, però, il

quale, a metà dello scorso agosto, quando un distinto signore, berrettino nero, cortese nei modi, aveva

provato a pagare con una banconota da 50 euro falsa, si è subito accorto del raggiro e, dopo aver rincorso

l’uomo, lo ha costretto a farsi consegnare una banconota genuina. Denunciato l’accaduto ai Carabinieri

della Stazione di Caprile, sono cominciati gli accertamenti, poi proseguiti assieme al Nucleo Operativo di

Cortina visto che dalle iniziali verifiche presso gli istituti di credito della zona il fenomeno coinvolgeva una

fetta ben più ampia di territorio, fino ad arrivare a Sappada.

Nelle settimane successive, sebbene nella maggior parte degli episodi i commercianti fossero venuti a

sapere di essere stati raggirati solo una volta versati gli incassi in banca, mettendo in relazione tempi e

luoghi degli eventi delittuosi è stato possibile seguire il flusso del crimine, adattando il dispositivo di

prevenzione dell’Arma sul territorio con servizi mirati, sia con uomini in divisa che in borghese, fino ad

individuare in flagranza l’autore del reato, mentre tentava di smerciare la solita banconota da 50 euro falsa

presso il bar “La Stua” di Valle di Cadore. (Ndr: è possibile ascoltare lil racconto della titolare del Bar nel podcast della nostra notizia di ieri).

Una pattuglia in borghese del Nucleo Operativo, dopo aver visto entrare nel bar un uomo che poteva

corrispondere alle descrizioni raccolte nei giorni precedenti da commercianti raggirati, ha atteso che questi

uscisse per precipitarsi all’interno e verificare le circostanze del pagamento. Avuto immediata conferma del

raggiro, strappata di mano la banconota falsa alla titolare del bar, i militari hanno subito bloccato la vettura

a bordo della quale era risalito il furfante, conducendolo in caserma per i necessari accertamenti.

L’intervento ha avuto una velocità tale che la titolare del bar aveva inizialmente pensato che il carabiniere

con cui aveva parlato fosse un truffatore che, con la scusa degli accertamenti di polizia, le aveva portato via

50 euro veri.

A poco sono servite le dichiarazioni di innocenza del fermato, con sorpresa degli operanti rivelatosi essere

un Avvocato del Foro di Venezia: all’interno del veicolo c’erano altri 1.200 euro falsi, tutti del medesimo

taglio e con il medesimo seriale. Dichiarato in arresto, la Procura Bellunese, una volta informata della

vicenda, ha immediatamente emesso decreti di perquisizione presso lo studio legale e l’abitazione

dell’Avvocato, siti nel mestrino, tra Spinea e Mirano. L’uomo, infatti, da quanto ricostruito, nelle sue

scorribande partiva e tornava dalla laguna in giornata, probabilmente pensando di poterla fare franca tra le

montagne bellunesi. Sotto la personale direzione del Dott. Pavone, circostanza necessaria alla luce del fatto

che una delle perquisizioni doveva essere condotta all’interno dello studio di un legale, con il supporto della

locale Stazione Carabinieri di Spinea, i militari hanno proseguito le attività sino a tarda notte, potendo

rinvenire all’interno dello studio, nascosto in vari anfratti, un vero e proprio tesoretto: mazzette di euro

falsi per un totale 10.450 euro nel solito taglio da 50 esatta copia delle banconote ricercate, circa 10.000

euro in contanti, veri stavolta, varie centinaia di vecchie marche da bollo per atti giudiziari e alcuni timbri

copie di uffici giudiziari del Veneto che non avrebbero ragione di trovarsi all’interno di uno studio legale.

Con grande sorpresa per tutti, al termine delle perquisizioni è emerso che l’Avvocato era anche Giudice di

Pace presso il Circondario di Padova.

Da accertare la posizione di una donna ucraina cinquantenne trovata in compagnia dell’Avvocato e

domiciliata presso lo studio legale di lui, la quale al momento è stata denunciata in stato di libertà per

concorso in detenzione di banconote false; l’Avvocato è invece accusato anche di illecita spendita delle

medesime banconote ai sensi dell’art.455 c.p..

Ulteriori accertamenti sono in corso sia per trovare riscontro nei numerosi ulteriori episodi accaduti sul

territorio, sarebbero oltre una ventina, sia per individuare come l’Avvocato si sia procurato l’ingente

quantitativo di denaro contraffatto. Si invita chiunque fosse stato raggirato con modalità analoghe a quelle

qui riferite a denunciare l’accaduto presso la propria Stazione Carabinieri, il seriale della banconota da 50

euro rinvenuta nel corso dell’attività è S-20175422632.
(Fonte Carabinieri Cortina)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto