SRADICATE LE PIANTE DI PROSECCO, UN DEJA VU CHE RIPORTA AL MELETO DELLE POLEMICHE DI CALLIOL A CESIOMAGGIORE

La vicenda non è passata inosservata nemmeno a livello nazionale, del resto il tema si presta a una lunga discussione.
Prima i fatti che ci riportano in località Casteldardo di Trichiana dove qualche giorno fa ignoti hanno strappato e tagliato circa 2mila piantine di vite messe a sedime lo scorso anno e di proprietà di un noto imprenditore del settore.
Il danno è stato quantificato 30mila euro con le piante strappate in modo alternato, una sì, una no, quasi come a non voler dare nell’occhio.
Il Corpo Forestale dello Stato ovviamente sta indagando sulla vicenda, i cui contorni sono da decifrare.
Da un lato ci potrebbe essere la cosiddetta guerra del prosecco, qualche sgambetto fra coltivatori, oppure qualche atto dimostrativo da parte di soggetti che male digeriscono la presenza di una coltura importata recentemente dal Trevigiano dove i terreni per la pregiata vite sono andati esaurendosi.
Del resto, il problema dei fitofarmaci utilizzati in questi casi è ben noto e certo non aiuta la letteratura in materia, capire se e quanto faccia male alle persone o all’ambiente.
Di certo il copione non è nuovo: basta ricordarsi di quanto successo qualche anno fa a Calliol di Cesiomaggiore, divenuto simbolo di un’aspra battaglia dopo l’insediamento del primo meleto intensivo stile Val di Non in provincia di Belluno. Anche in quel caso vennero sradicate con taglio chirurgico diverse piantine. Lo stesso Comune di Cesiomaggiore – viste le forti proteste – si dotò di un regolamento sui fitofarmaci. Insomma, certe questioni non passano mai di moda anche perché di chiarezza vera sul fronte ce n’è sempre poca.

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