Da molti anni il Coordinamento regionale FIAB (Federazione Italiana Amici della Biciclet-
ta), con le associazioni venete aderenti, promuove e sostiene attivamente lo sviluppo della
ciclabilità nella zona montana del Veneto e in particolare l’itinerario cicloturistico conosciu-
to come “Lunga Via delle Dolomiti”. Esso si sviluppa, nella parte settentrionale, sul sedime
dell’ex Ferrovia delle Dolomiti (Dobbiaco-Cortina-Calalzo), trasformato nel corso degli anni
in pista ciclo-pedonale, sicuramente una delle più spettacolari per i panorami che si snodano
lungo il percorso. La parte centrale segue il corso del Piave, utilizzando per lunghi tratti la
vecchia sede della statale d’Alemagna, ideale per il bassissimo traffico, e poi tranquille stra-
de secondarie nella sinistra Piave longaronese, fino a Soverzene. La parte meridionale attra-
versa l’ampia Valbelluna, tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi a nord e la dorsale pre-
alpina a sud, continuando nella conca feltrina e sboccando nella valle del Brenta a Primola-
no, collegandosi così alle ciclabili già esistenti in Valsugana (e in tutto il Trentino) e in via
di realizzazione verso Bassano e Padova.
Questo itinerario, individuato già nel 1998 nell’ambito del progetto Interreg II, è stato con-
cepito non come itinerario a sè stante, ma come parte della rete cicloturistica del nordest ita-
liano: infatti anche a nord, scendendo per la val Pusteria, ci si può collegare con la “Ciclo-
pista del Sole” (Brennero-Napoli), studiata e proposta dalla FIAB anni fa. È la parte orien-
tale del fantastico “Grande Anello delle Dolomiti”, che a ovest passa per Trento, Bolzano e
Bressanone, tutto ciclabile ormai, tranne alcuni tratti fra Belluno e Feltre! Il percorso della
LVdD coincide inoltre, fino a Soverzene, con l’itinerario Monaco-Venezia (oggetto di recen-
ti interventi transfrontalieri Interreg), che prosegue per l’Alpago e il lago di S. Croce (dove
sono pure in corso opere ciclabili), la sella di Fadalto, Vittorio Veneto e Treviso. Ancora, tra
Busche, Lentiai e Bardies, coincide con la “Via Claudia Augusta Altinate”, antica strada ro-
mana tra l’Adriatico e la Baviera, ora molto frequentato itinerario ciclopedonale.
Molte ed affollate sono state le “spedizioni” degli Amici della Bicicletta del Veneto su que-
sta ciclovia, dalla memorabile inaugurazione della pista di Valle di Cadore nel 2003 in poi, e
anche quest’anno prendiamo la strada dei monti per festeggiare la realizzazione di ulteriori
interventi ciclabili, brevi ma utilissimi, poiché mettono in rete decine di km già esistenti e ri-
solvono gravi problemi di sicurezza per chi viaggia in bicicletta.
Sabato 23 maggio pedaleremo da Calalzo a Belluno (parte centrale della LVdD), inauguran-
do prima la ciclabile che, uscendo da Sottocastello (Pieve di Cadore), permette di imboccare
la “Cavallera” e scendere a Perarolo, evitando il pericoloso attraversamento della statale in
prossimità del ponte Cadore. Un po’ più a sud, sarà la volta del punto più pericoloso, La
Gardona, dopo Termine di Cadore, risolto con un’ardita pista che porta verso il ponte Mal-
com sul Piave e fa evitare un altro terribile attraversamento della statale con successiva sali-
ta strettissima verso Castellavazzo. Queste due opere, volute dalla Provincia di Belluno, gra-
zie all’ex-assessore Toscani, sono state finanziate con fondi europei e realizzate solo recente-
mente, in seguito alle note traversie dell’Ente Provincia. Grazie a questi interventi, consi-
gliati alla Provincia proprio dalla FIAB, sull’intero percorso Dobbiaco-Belluno si può ora
pedalare in tranquillità e senza gravi pericoli, ad eccezione dei brevi tratti irrisolti in comune
Domenica 24 maggio si pedalerà nella parte meridionale della LVdD, da Belluno a Feltre,
per festeggiare la ciclabile Trichiana-Mel, voluta da questi due comuni della sinistra Piave
Valbelluna, anche per dare continuità ai percorsi ciclabili già realizzati nei comuni contermi-
ni di Limana e Lentiai. Il percorso fra Limana e Busche è ora tutto ciclabile, ma restano da
risolvere due tratti assai pericolosi tra Belluno e Limana e da Busche in direzione Feltre.
La FIAB Belluno ritiene che il completamento della ciclovia Belluno-Feltre sia la priorità
assoluta nella rete cicloturistica provinciale e si augura che a questo scopo convergano gli
sforzi comuni di tutti gli Enti locali, con l’indispensabile coordinamento a livello provinciale
e regionale. Auspichiamo poi che su tutti i percorsi ciclabili provinciali venga migliorata e
razionalizzata la segnaletica, oggi spesso confusa e talvolta carente, onde evitare che, come
purtroppo ancora succede, i cicloviaggiatori forestieri (e non solo) non riescano ad individu-
are i percorsi adatti alla bici e finiscano in strade molto trafficate e pericolosissime gallerie:
la peggiore pubblicità che possiamo fare al cicloturismo, che pure sta avendo un prometten-
te sviluppo anche nelle nostre vallate! Chiediamo in particolare che sia posta la massima at-
tenzione, nelle numerosi intersezioni con strade carrozzabili, alla corretta segnaletica, oriz-
zontale e verticale, rivolta anche agli automobilisti, per tutelare gli “utenti deboli” della stra-
da, pedoni e ciclisti. La situazione attuale, a questo proposito, è spesso gravemente carente e fuori norma