LIBERALIZZAZIONE FASCIA C
«Ora basta! Giù le mani dalla salute e dalle farmacie di montagna»
Appello di Roberto Grubissa (Federfarma Belluno) all’assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto: «Se confermato, il decreto proposto dal ministero dello Sviluppo economico creerebbe molti danni alla salute e alle farmacie rurali. Diciamo tutti ‘no’ al consumo incontrollato di farmaci!»
Belluno, 10 febbraio 2015
«Ora basta! Dal Ministero dello Sviluppo economico torna l’intenzione di liberalizzare i farmaci di fascia C con un ‘Ddl concorrenza’ pericoloso per la salute delle fasce più deboli della popolazione. Se approvato, sarebbe un attacco letale alle farmacie venete e in particolare a quelle bellunesi, presidio sanitario capillare e fondamentale in una provincia interamente montana. Incentivare al consumo di farmaci non significa fare sviluppo economico sostenibile, bensì assumersi la responsabilità di scatenare abusi di medicinali, nocivi per la salute degli individui e costosissimi per la collettività. E’ ora di fermare i poteri forti, le lobby delle multinazionali del commercio, chi vuole lucrare sulla pelle dei cittadini».
Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno, associazione provinciale dei titolari di farmacia, lancia l’allarme in Veneto con un appello a Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione Veneto e coordinatore degli assessori regionali alla Sanità.
«Chiediamo all’assessore Coletto di alzare la voce e unire il Veneto al coro di dissenso nei confronti del disegno del ministero economico – afferma Grubissa -. Coletto conosce le nostre realtà locali e montane, ci siamo confrontati più volte su questi temi. Gli ribadiamo che le farmacie di montagna vanno salvaguardate, hanno fatto tanti sacrifici e sono al limite della sopravvivenza per rimanere disponibili giorno e notte in paesi dove non c’è neanche più la posta e la caserma dei carabinieri. Cancellare le regole sulla distribuzione dei farmaci significherebbe cancellare le nostre farmacie. Non si può pensare che ogni nuovo governo cerchi di scardinare i regolamenti che ci permettono di fare il nostro lavoro stando vicini ai cittadini più disagiati. La sanità ha i propri principi cardine, non deve sottostare a quelle dell’economia, della concorrenza e del risparmio a costo della vita».
«Prevarranno le ragioni della salute o del marketing?», chiede Grubissa, che attacca: «Faremo di tutto per mobilitare i cittadini al nostro fianco. La farmacia è riconosciuta come presidio di qualità ed efficiente. I nostri concittadini non vogliono perderla e si rendono conto che sostituirla con i corner dei centri commerciali significherebbe snaturare il senso del servizio farmaceutico territoriale».
«Solo una rete capillare di farmacie può garantire la sicurezza e promuovere il rispetto delle terapie – aggiunge – perché viviamo a stretto contatto con la popolazione, conosciamo i nostri anziani e siamo in grado di aiutarli nell’aderenza alle cure prescritte. Se le patologie peggioreranno per mancanza di controllo, aumenterà esponenzialmente il costo delle cure future. Il nostro impegno quotidiano per la prevenzione persegue l’interesse generale e collabora alla sostenibilità dell’intero sistema sanitario. Il ministro Guidi ha imboccato una strada contraria, insostenibile, dannosa per tutti. Un suo ripensamento risulta doveroso».
Dal canto suo, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha già espresso parere contrario all’iniziativa del dicastero allo Sviluppo Economico. In poche ore si sono sommati numerosi appelli rivolti all’esecutivo e in particolare al Ministro Federica Guidi, come quelli di Aifa, Medici di medicina generale, Società di oncologia e Società di otorinolaringoiatria, Ordine dei farmacisti e Federanziani.