Influenza nel Bellunese – L’appello dall’Uls 2: non si va a lavorare malati

Influenza nel Bellunese – L’appello dall’uls 2: non si va a lavorare malati

“Non si va a lavorare malati perché «non si è eroi ma untori di manzoniana memoria», queste le parole pronunciate dal primario del pronto soccorso di Feltre Edoardo Rossi nel corso del dibattito organizzato dall’Uls 2 sull’influenza stagionale. Un modo per fare il punto di una emergenza tutt’ora in corso anche in vista del picco previsto per febbraio.

Nessun particolare allarmismo sia chiaro, quanto la necessità di mettere i puntini sulle i. Solo a Feltre le persone ricoverate per influenza sono 8, tanti i casi monitorati e una donna di mezza età è anche morta, colpa innanzitutto, del flop della campagna vaccinale, contrassegnata da troppi allarmi e falsi miti.

Molti – a cominciare dalle categorie a rischio – non si sono vaccinati, così come il personale medico: dottori e infermieri hanno snobbato il vaccino come non mai. Una flessione che si è aggirata attorno al 30 per cento.

Vaccinarsi – fanno sapere i sanitari – è ancora possibile, ma l’effetto arriva solo dopo dieci giorni. Per chi ha ripensamenti una corsa contro il tempo.

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