Giorni frenetici per gli amministratori bellunesi alle prese con la nomina dei nuovi vertici provinciali.
I
n questi giorni il fronte dei sindaci si è spaccato, quindi sembra naufragare l’ipotesi di una lista unitaria per il Governo della provincia.
A rompere le fila, in aperto contrasto con la linea dell’unità, alcuni sindaci del Cadore, il movimento del Bard e altri soggetti i cui nomi stanno circolando in queste ore. Candidato presidente di questa nuova lista sarebbe la sindaca di Santo Stefano Alessandra Buzzo, che però deve ancora sciogliere le riserve.
La lista nascerebbe anche per contrastare quello che viene definito come un compromesso tra Pd e Forza Italia, tesi respinta da molti sindaci, che preferiscono parlare di linea della responsabilità soprattutto nella fase di avvio del nuovo ente.
A rappresentare la lista unitaria sarebbe la sindaca di Lamon Vania Malacarne, ma anche qui manca il sigillo dell’ufficialità.
A complicare le cose il fatto che a Lamon parte dei referendari pro-Trentino si siano schierati contro l’ipotesi Malacarne, sostenendo che un sindaco che ha guidato la battaglia per il Trentino non possa diventare presidente della Provincia. A tal proposito è iniziata una raccolta firme sull’altopiano.
Insomma, il clima si sta surriscaldando: è delle ultime ore la presa di posizione da parte di alcune anime del Pd contro il coordinatore regionale Roger De Menech. Alcuni militanti chiedono di chiarire se esista davvero un patto con il centrodestra.
Ore, dicevamo convulse: anche oggi i sindaci della provincia si sono riuniti per capire se ci siano margini di rientro.