Battute finali per il processo che vede alla sbarra Giovanni Converso Ardino, il 53enne bracconiere accusato di aver ucciso il 22 agosto don Francesco Cassol, scambiandolo per un cinghiale.
Quella notte il parroco di Longarone si trovava nel parco della Murgia in Puglia con dei fedeli e aveva deciso di dormire all’aperto.
Qui, per l’appunto, venne scambiato per un cinghiale dal bracconiere entrato nottetempo nel Parco alla ricerca di qualche facile preda.
Il colpo partì da 30 metri di distanza e uccise don Cassol.
La pubblica accusa ha chiesto 3 anni e mezzo, mentre la difesa continua a sostenere la buona fede del cacciatore pugliese, sostenendo che solo – una volta letta la notizia sui giornali – l’uomo capì di aver colpito un uomo e non un animale.
Altro fronte, quello della mancanza di soccorsi: una perizia dimostrerebbe che don Cassol non poteva essere salvato, il proiettile lo colpì all’aorta.
Si ritorna in aula prima dell’estate.