
per l’Alto Adige, dopo che un anno e mezzo fa Durnwalder si rifiutò di celebrare l’unità di un Paese che pur gli concede anacronistici ed assurdi privilegi, è una assurdità che noi ‘vicini’ cadorini fatichiamo a comprendere. Non so di che ‘politica nuova’ voglia farsi portavoce Napolitano a Nordest, ma
se questa è l’alba, meglio arrivi presto il tramonto”.
De Carlo rileva che Napolitano è andato “proprio in casa di chi il 17 marzo 2011 pronunciò queste parole: ‘Nel 1919 non ci è stato chiesto se volevamo fare parte dello Stato italiano e per
questo non parteciperò ai festeggiamenti. I sudtirolesi hanno
sofferto molto tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, non vedoveramente giustificazioni per festeggiare questa ricorrenza’.
Durnwalder è libero di astenersi dal festeggiare chi gli dà da
mangiare, ma da parte sua ci saremmo attesi che Napolitano
rendesse il favore e venisse piuttosto in visita in Cadore. Un
territorio stretto tra due Autonomie e destinato a pagare per
tutti, anche per chi la bandiera nazionale la vorrebbe senza
banda verde e che discrimina chi non parla italiano”.
“Se questa è la politica nuova di cui vuol farsi portavoce
Napolitano – conclude De Carlo – è meglio lasciare ad altri il
compito, le idee, le proposte. Qualcuno ad esempio che elimini
gli assurdi Statuti speciali e magari intraprenda di corsa la
strada del vero federalismo. Quello, guarda caso, che il Capo
dello Stato ritiene non più urgente, preferendo andare a
celebrare l’Autonomia del Sudtirolo”