Una signora anziana di Belluno richiedeva al 113, l’intervento della Polizia lamentando di aver patito un furto in casa. Sul posto interveniva personale della Squadra Volanti di Belluno che assumeva le prime informazioni sull’accaduto.
In concreto la richiedente asseriva di convivere con la sorella, la quale, raccontava che poco prima, mentre era sola in casa, aveva ricevuto la visita di una donna che, esprimendosi nel dialetto bellunese dopo breve conciliabolo, le chiedeva di poter avere un bicchiere d’acqua. Approfittando del momento di distrazione e dell’ allontanamento dell’anziana la derubava del portafogli
contenente 500 euro in contanti, riposto nella borsa che si trovava sul tavolo del soggiorno, allontanandosi poi rapidamente.
Diramate le ricerche con la descrizione fisica , gli agenti del Commissariato di Cortina, tenuto conto del modus operandi, immediatamente presumevano che si trattasse di una “vecchia conoscenza”, molto nota in quanto pregiudicata per numerosi furti effettuati con le stesse modalità ed assidua frequentatrice di Cortina. Il 27 luglio u.s., personale del Commissariato, individuava la sospettata alla stazione delle corriere e immediatamente la invitava in ufficio per accertamenti. Alle prime verifiche e di fronte alle contestazione degli agenti, la donna confessava il furto in Belluno. Pertanto Z.L. italiana, di anni
50, veniva deferita a piede libero all’A.G.per il reato di furto aggravato, in danno dell’anziana.