“Not ♥ your business” : Tina Maze, accenno scherzoso di strip tease al traguardo. Vince Lindsey Vonn

In discesa Merighetti-Vonn-Riesch. In superG Vonn-Riesch-Maze. E così se ieri Cortina aveva avuto un podio perfetto, oggi si è beata di un podio eccellente. E comunque l’Olympia delle Tofane per l’ennesima volta ha ribadito che nelle sue gare ad alta velocità non c’è storia per chi non è una primadonna dello sci. Stamane Dada Merighetti è mancata all’appuntamento con le top three, ma va ampiamente giustificata perché era giusto che ieri celebrasse la sua prima vittoria in carriera con tutti gli onori e i festeggiamenti del caso e che oggi scendesse dal rifugio Duca d’Aosta ancora con la testa chissà dove e le gambe per conto loro. Del resto la simpatica campionessa bresciana aveva partecipato sabato sera alla cena del presidente, ospite d’onore di Enrico Valle, lassù al Camineto di Rumerlo, il celebre ristorante delle “Vacanze di Natale”, che domina il parterre d’arrivo della pista più esclusiva al mondo, senza sottrarsi ad alcun brindisi e dividendo con tutti la sua incontenibile gioia.
Aveva proprio ragione la Merighetti quando, alla vigilia della ventesima edizione consecutiva delle gare di Coppa del Mondo ampezzane, aveva dichiarato che su questa pista Lindsey Vonn era assolutamente imbattibile. Difatti soltanto una discesa immacolata di errori, grintosa e allo stesso tempo delicata, come quella che la nostra ha ieri pennellato, poteva nella libera di sabato mettere in ginocchio l’erede di Renate Goetschl e farla arrabbiare al punto che oggi Lindsey ha affrontato il superG di Cortina con una carica agonistica ancora maggiore di quella che di solito già butta in gara a piene mani quando si mette in testa di vincere. E così ha vinto da padrona assoluta della specialità, rifilando oltre mezzo secondo alla sua eterna rivale e di nuovo amica, Maria Hoefl-Riesch, e dando letteralmente i numeri.
Numeri da far paura: la quarantasettesima vittoria assoluta in Coppa del Mondo, una in più rispetto a Renate Goetschl; la diciassettesima in superG, come la regina austriaca, di cui quattro consecutive sull’Olympia delle Tofane, dove per la sesta volta è salita sul gradino più alto del podio. In più una leadership a prova di bomba che difficilmente quest’anno le farà perdere una Coppa del Mondo che l’americana di Saint Paul ha già conquistato tre volte, dal 2008 al 2010, e che ha perso nella passata edizione per soli tre punti in favore proprio di Maria Hoefl-Riesch.
Un podio eccellente, come si è detto, ma anche impreziosito dal quarto posto di Elisabeth Goergl, il quinto di Julia Mancuso, il sesto di Jessica Lindell-Vikarby, che aveva vinto il superG di Cortina nel 2009, e il settimo della rinata Lara Gut, tutte superstar della specialità. E ancora l’ottavo di Fabienne Suter, la svizzera che si era imposta proprio nel precedente superG di domenica scorsa a Bad Kleinkirchheim. Oggi per le azzurre non è stata invece come ieri domenica, ma se il trentaquattresimo posto di Daniela Merighetti è stato un risultato ampiamente comprensibile, il ventiquattresimo di Elena Fanchini ha pochissime spiegazioni, come del resto il ventisettesimo di Francesca Marsaglia su trentanove discesiste che hanno completato la gara. Si è salvata solo Elena Curtoni, dodicesima, che di anni ne ha appena venti, mentre Lucia Recchia non ha preso il via perché con il morale sotto i tacchi dopo l’insuccesso di sabato e un fastidioso riacutizzarsi del dolore alle tormentate ginocchia.
Nel primo pomeriggio di una giornata ancora splendida e splendente, senza nubi e senza vento, con il Foehn che andava a far danni chissà in quale altra località alpina, mentre l’elicottero che ospitava Maria Hoefl-Riesch volava sopra l’incantevole valle per raggiungere il più presto possibile St. Moritz, dove la tedesca di Garmisch girerà nei prossimi giorni un film sullo sci con la regia del neomarito manager, stavolta Lindsey Vonn ha partecipato alla conferenza stampa nella quale, forse per farsi perdonare l’assenza ingiustificata di ieri, ha avuto parole di elogio per Cortina “nella quale ho ottenuto il mio primo podio nel 2004 e dove proprio quel giorno ho capito di avere tutte le possibilità di costruire una bella carriera sugli sci”. Anche Tina Maze, che spesso passa le vacanze nella Perla delle Dolomiti, ha confessato di preferire questa pista dell’Olympia delle Tofane più di qualsiasi altra. E, estremamente soddisfatta del suo terzo posto, ha ancora scherzato sulla storia delle mutandine simil-plastica che aveva indossato lo scorso weekend a Bad Kleinkirchheim e che avevano riempito le cronache rosa internazionali. Per la verità anche la FIS si era occupata del caso e giusto ieri, nella riunione dei capisquadra all’Alexander Hall, il chief race director delle gare femminili di Coppa del Mondo, Atle Skaardal, aveva ribadito che la prestazione della bella slovena non poteva essere invalidata e che comunque gliene sconsigliava l’uso. Al che Tina Maze ha voluto riderci sopra e, non polemicamente come qualcuno aveva in un primo momento pensato, al traguardo si è abbassata la lampo della tuta mostrando sulla canotta di cotone bianco la scritta: “Not your business”. Ovvero “non sono affari vostri”. Come darle torto?

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