I GIGANTI DI PIETRA DELLE DOLOMITI-mostra fotografica di Roberto Ghedina- Hotel Miramonti, Cortina

I GIGANTI DI PIETRA DELLE DOLOMITI

Il fotografo Ghedina inaugura con la sua 26° mostra personale il ricco carnet di appuntamenti che celebra i 110 anni dell’Hotel Miramonti di Cortina d’Ampezzo.

Fotografie che raccontano le Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, nella loro semplicità ed eccezionale varietà di forme e colori.

Cortina d’Ampezzo, 3 gennaio 2012_Si può visitare fino a Pasqua la mostra fotografica di Roberto Ghedina “I giganti di pietra delle Dolomiti”, allestita all’interno del Miramonti Majestic Grand Hotel, lo storico albergo di Cortina che proprio nel 2012 si appresta a festeggiare i suoi gloriosi 110 anni.

La immagini di Ghedina raccontano un incontro ravvicinato con le splendide Dolomiti, colte in momenti unici e magici, attimi sfuggenti colti dall’occhio esperto del fotografo che ha saputo trasformarli in scatti singolari e unici, veri e propri esempi d’ “arte”. Si viene a creare così un percorso espositivo in cui il visitatore si trova a tu per tu con la montagna, le sue stagioni e i suoi fenomeni.

Roberto Ghedina presenta le sue montagne le Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, come una straordinaria varietà paesaggistica di forme verticali, tra pinnacoli, torri e guglie che si alternano a quelle orizzontali: cenge, balze e altipiani. Una peculiarità che nasconde la storia geologica della Terra.

La poetica del fotografo è l’incanto della semplicità e dell’essenzialità nel felice connubio tra inquadratura e illuminazione del soggetto. Per questo la sua arte e bravura hanno statura e sono capaci di lasciare nel cuore un pacato soffio di romantico smarrimento carico di beatitudine e sazio di una notevole dose di appagamento estetico.

Così Stefano Zecchi ha descritto Roberto Ghedina: “… sembra quasi di vederlo, Roberto Ghedina, simile ad un cacciatore solitario, armato della sua macchina fotografica, in paziente attesa dell’attimo fuggente, l’istante irripetibile, fragile e breve, come un battito d’ali librato in un cielo paurosamente vuoto, come un incresparsi lieve di onde in un lago dimenticato, come un raggio che filtra per incanto da una nuvola nera a squarciare il buio di un temporale”.

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