“Il parroco ha bisogno di uno psichiatra”. Non ha usato mezzi termini Piergiorgio Odifreddi, presidente onorario dell’Unione Atei italiani nel commentare la notizia che Gesù Cristo ora potrà esibire un certificato di nascita. A prepararlo e firmarlo a poche ore dal Natale il sindaco di Longarone Roberto Padrin su richiesta, accolta, del parroco don Gabriele Bernardi. In realtà non si tratta di un vero e proprio documento ma di un fac-simile fatto realizzare dal sacerdote per mostrarlo agli alunni della scuola elementare di Longarone. «Un certificato dall’utilizzo puramente educativo – ha spiegato il parroco di Longarone – mi serviva per fornire ai bimbi la prova della reale nascita del Salvatore».
Per il sindaco si è trattato di «un’iniziativa simpatica mirata a rafforzare il ruolo dei piccoli durante il Natale. Possiamo dire che Gesù Bambino si è messo in fila per compilare il Censimento come tutti noi».
Argomentazione che per quanto natalizia sta sollevando polemiche in tutto il Belpaese – soprattutto su internet – e che riapre il dibattito sulla laicità delle istituzioni.
Può un’amministrazione pubblica – seppure per finta – registrare la nascita di Gesù Cristo che, stando al Vangelo, sarebbe nato tra l’altro a Betlemme? Il dibattito post-natalizio è così servito ed è molto meno folkloristico di quanto possa sembrare.