Antonella Fornari, alpinista scrittrice presenta: Rumore appena visibile di scarpe chiodate. 1915/1917

Rumore appena visibile di scarpe chiodate. 1915/1917 Mulattiere, sentieri e strade che da Auronzo, Dobbiaco e Sesto di Pusteria portano alla Trinità di Pietra: le Tre Cime di Lavaredo

Proiezione in dissolvenza, sonorizzata e con commento dal vivo. Verso le Tre Cime, due le grandi arterie colme di sacrifici da offrire al mai sazio dio dell’odio e del potere, arterie che per secoli e secoli videro il passaggio di popoli e di padroni. Infatti, fin dall’epoca dei Romani si parla di strade che attraversavano le valli che dal Cadore portavano in Tirolo.

Il primo di questi “fiumi” cha paiono scorrere contrari perché dalla valli salgono ai Monti, fu la “Via Claudia” che si staccava da Feltre dalla più importante “Via Claudia Augusta Altinate” risalente al periodo compreso fra il 41 ed il 54 d.c.

Per Belluno, Perarolo e Valle, seguiva l’ancor più antico tratturo che vide il passaggio dei Paleoveneti. Passava per Auronzo, il Monte Zovo, il Passo Montecroce Comelico arrivando là dove la Rienza abbandona la Drava.

Il secondo, la “Strada d’Alemagna” (detta anche la “Via del Sale” per il commercio di spezie fra la Serenissima e la Germania), da Valle di Cadore proseguiva per Dobbiaco raggiungendo la precedente. E quando il giovane Regno d’Italia cominciò a procurare preoccupazioni per l’Impero Asburgico, questo reagì con una duplice strategia.

Da un lato la diplomazia; dall’altro un grande lavoro per rafforzare i propri confini. Qui, forse, iniziò il notevole potenziamento della rete stradale fino in Tirolo. Le strade “dolomitiche” divennero sempre più importanti perché le Dolomiti stesse divennero punto cruciale del fronte e fulcro dell’immane tragedia che – tra il 1915 ed il 1917 – le investì.

Giorno e notte infatti, sia da parte italiana che da parte austriaca, sarebbe stato necessario facilitare il transito delle artiglierie, del materiale bellico, delle truppe, delle lunghe file dei prigionieri di guerra.

E, in breve, al fondo delle praterie dolcemente ondulate, fra oscure foreste, fra le pareti sovrastate da guglie potenti inondate di luce, ad attraversare sterminate giogaie, furono costruite strade per migliaia e migliaia di chilometri. Si parla di ben 5400 chilometri di cui 3200 “camionabili” e 1730 “ferrate”.

E poi mulattiere…

E poi sentieri…

E se oggi i nostri Monti sono percorribili fin negli angoli che parrebbero inaccessibili, in gran parte lo si deve a questi immani lavori.

Furono soprattutto gli Italiani a trovarsi impegnati i questi lavori. Gli Austriaci dicevano di loro che – dietro a tale spiegamento di strade – nascondevano la propri impotenza. E mentre i passi battono antichi tratturi, i suoni sono visibili e si naviga per paesaggi armoniosi e montagne velate dai più strani effetti d luce e leggende in cui confluiscono storia e fantasia, passione e fede.

Su dunque, non solo per le imponenti strade che partivano dal cuore della Val Marzon, ma anche per le incredibili ed improbabili mulattiere che da Val Sassovecchio, dalla Val Fiscalina, dalla Val Campodidentro raggiungono – per rendere omaggio e recitare una preghiera – la “Trinità di Pietra”, a Perfezione Assoluta, l’Equilibrio perfetto della Natura: LE TRE CIME…

Appuntamenti:

– 18 dicembre 2011 – presso “La Schola” di Borca di Cadore, ore 21. “Rumore appena visibile di Scarpe chiodate”, sulle strade militari che conducono in Tre Cime.

– 4 gennaio 2012 – presso “La Schola” di Borca di cadore, ore 21 “Piccolo frutto rosso, frammento di pace. Nelle trincee del Monte Piana, la storia di un uomo: Magg. Bosi, Cav. Angelo”

Proiezioni in dissolvenza, sonorizzate e con commento dal vivo. organizza Pro Loco di Borca di Cadore.

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