SANITA’: ZAIA INAUGURA REPARTI OSPEDALE S.MARTINO BELLUNO
BELLUNO, 13 GIU – Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha inaugurato oggi all’ospedale San Martino di Belluno i rinnovati reparti di Anestesia e Rianimazione e di Gastroenterologia. Con Zaia presenti alla cerimonia numerose autorità, tra cui quali il vescovo Antonio Andrich (che ha benedetto le nuove strutture) il sindaco Antonio Prade, il presidente della provincia Gianpaolo Bottacin, il vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani. “C’é forse qualcuno – ha esordito Zaia – capace di pensare che una Regione come il Veneto possa trascurare un territorio fondamentale e particolarissimo come la montagna? Non esiste! Stiamo per portare a compimento una grande riforma della sanità veneta, ma in questo cammino, incentrato sulla razionalizzazione, sui costi standard e sulla lotta alle liste d’attesa, le specificità della montagna, della laguna e del Polesine troveranno le giuste risposte”. Il governatore ha colto l’occasione per fare il punto sul cammino delle riforme in sanità avviate in poco più di un anno dalla sua Giunta. “Come si fa quando si entra in un’azienda nuova – ha detto Zaia – abbiamo iniziato accendendo la luce, guardando dentro a pregi e difetti del sistema e redigendo un libro bianco; poi abbiamo affrontato la questione dei conti: abbiamo risolto con il ministero il problema del miliardo 312 milioni di ammortamenti non sterilizzati, ottenendo una rateizzazione che ci consentirà ogni anno di dare sostegno agli investimenti nelle nostre Ulss; abbiamo portato anche avanti un grande lavoro di squadra sui conti del 2010, riuscendo a chiudere con un attivo di 12,5 milioni di euro, contro passivi che negli anni precedenti oscillavano tra 80 e 180 milioni; nel frattempo abbiamo lavorato al nuovo Piano Socio Sanitario, che manca da 16 anni, e che presenteremo a breve, appena concluso il confronto con tutti gli stakeholders del settore”. “Sarà un vero e proprio business plan della sanità – ha sottolineato Zaia – che ci dirà quali sono le eccellenze da mantenere e sviluppare, quali le criticità su cui intervenire, quali le razionalizzazioni da mettere in campo”. “Nessuno avrà da temere nulla – ha concluso – perché l’unico comun denominatore di questo lavoro sarà mantenere e rafforzare i servizi, dare ai cittadini l’assistenza che si meritano e a tutti i lavoratori del settore il riconoscimento delle loro professionalità. E se emergerà la necessità di qualche riconversione, la faremo in modo tale da non incidere sui servizi”.

